Una nuova stagione calcistica al via

Cari lettori, nonostante il calciomercato estivo non sia ancora concluso, è finalmente iniziata la stagione calcistica 2017-2018.
Difficile, ora come ora, fare dei pronostici su quale squadra sarà la regina del campionato di quest’anno.
La Juventus certamente sembra favorita, ma non bisogna trascurare le concorrenti.
Milan e Inter si sono rafforzate notevolmente rispetto alla precedenti stagioni.
Napoli e Roma certamente non staranno alla finestra a guardare e non bisogna neppure dimenticarsi della Lazio che già nella finale di Supercoppa Italiana ha fatto un bello scherzetto ai bianconeri.
L’unica che sembra essersi indebolita sensibilmente è la Fiorentina. I Viola, complici le varie voci estive sulla dirigenza, sembrano aver smantellato la squadra cedendo i pezzi pregiati. Sappiamo però che spesso non è solo il valore tecnico dei singoli giocatori ad incidere sulle partite, ma anche il loro affiatamento (d’altronde abbiamo vinto un Mondiale con “lo spirito di squadra”).
Poi ci saranno ovviamente tutte le altre pronte a ritagliarsi ruoli da “outsider” per raggiungere i rispettivi agognati obiettivi: chi la salvezza, chi la “piccola Europa”, chi l'”Europa che conta” e che “qualcosa di più”.
La sensazione è che ne “vedremmo delle belle” e gli errori arbitrali quest’anno potrebbero essere ridotti dall’introduzione della VAR, ausilio che finalmente la lega calcio ha deciso di adottare “sbarcando” finalmente nel 2017.

Chi sicuramente sta vivendo con ansia questo inizio di stagione, sono tutti i fanta-allenatori, non solo perchè il campionato è iniziato e il mercato non è ancora concluso, ma anche e soprattutto per sapere se ci sono notizie Scudettiane.
Purtroppo, ad oggi, non abbiamo notizie positive da darvi. Al momento ScudettoWeb è fermo.
Il fatto però che dai piani alti non sia giunta alcuna comunicazione ufficiale ci induce a ritenere che il nostro amato fantacalcio non sia “clinicamente morto”.
Come già rilevato siamo ad agosto, periodo notoriamente dedicato alle “ferie”. Logico e auspicabile è pensare che, magari anche a stagione calcistica inoltrata, possa “muoversi” qualcosa e possano esserci sviluppi (si spera positivi). Ma, ripetiamo, al momento non c’è alcuna notizia.
Non vi vogliamo dare false speranze, ma semplicemente invitarvi a rimanere sintonizzati, perchè anche se ScudettoWeb non c’è, la sua community è comunque sempre presente e a testimoniarlo sono anche le foto dell’ultimo raduno scudettiano che potrete trovare nel nostro FotoAlbum aggiornato e ristrutturato.

Detto ciò e ricordandovi che il calcio è passione e ScudettoWeb è una fede… Buon campionato a tutti!

Articolo di Kaiserniky
A Cura del Gruppo Giornalistico di ScudettoWeb

Un gran cuore per lo sport, abbiate coscienza di voi

In questi giorni imperversa il calciomercato.
E’ di queste ore la notizia del duplice colpo del Milan, che ha già portato a casa Biglia (dalla Lazio) e a minuti ufficializzerà anche l’acquisto di Bonucci, sicuramente irrobustendo la propria rosa e puntando a traguardi prestigiosi.
Non vogliamo entrare per ora nel merito del mercato, ma vogliamo porre la vostra attenzione su uno spiacevole episodio verificatosi qualche giorno fa nel corso di una partita di calcio, mentre le big del nostro campionato stanno tentando di rinforzarsi.
Durante un’amichevole tra gli olandesi dell’ Ajax ed i tedeschi del Werder Brema, il giovane talento Abdelhak Nouri all’improvviso si è accasciato sul campo da gioco. E’ stato necessario l’intervendo dei soccorsi e l’uso del defribrillatore per evitare la tragedia.
Al momento non si conoscono le cause del malore, è notizia di ieri, però, che il giocatore ha riportato danni cerebrali permanenti e che la sua carriera è finita.
Ovviamente possiamo comprendere il dolore degli amici, dei familiari, dei compagni di squadra e dei tifosi. Non vogliamo fare retorica ma situazioni del genere sono sempre particolarmente delicate da vivere.
Ciò su cui vorremmo farvi riflettere è l’aspetto relativo ai controlli medici nello sport.
Non è la prima volta che nel calcio professionistico si verificano episodi simili. Soprattutto nel calcio africano ben più di un giocatore è deceduto sul rettangolo verde, ma diciamo che anche nel vecchio continente è capitato ben più di un caso.
Per fortuna in Italia i controlli sembrano più seri e professionali di quelli effettuati in altri Paesi e tante tragedie si sono evitate (si veda per esempio il caso di Cassano durante la militanza al Milan, qualche anno fa, o ancora prima del nigeriano Kanu), ma ciò non significa che nel nostro campionato i controlli medici siano perfetti (si veda la tragica vicenda di Piermario Morosini del 2012).
Ciò su cui ogni sportivo dovrebbe essere attento ancor prima che al proprio portafoglio, è il proprio stato di salute.
Per giocare a calcio, correre, per effettuare qualsiasi sport, così come nella vita il consiglio è quello di stare bene e di dedicarsi anima e cuore alle proprie passioni.
Bisogna sempre avere un grande cuore in quello che si fa, ma al proprio cuore e alla propria salute bisogna sempre stare attenti.
E’ vero che i propri limiti sono fatti per essere superati, ma esistono comunque dei limiti fisiologici oltre ai quali l’essere umano non può spingersi.
Per questo il consiglio di chi vi scrive è: abbiate coscienza di quello che fate, sempre e comunque, monitorate il vostro stato di salute (d’altronde anche le migliori automobili vengono sottoposte periodicamente alla revisione).
A volte anche i piccoli dolori, possono essere indice di una patologia. Lo sport fa bene, ma va fatto sempre con attenzione, evitando gli eccessi.
Ora che è estate e c’è la bella stagione, se avete intenzione di cimentarvi in attività sportive, abbiate coscienza di voi, dei vostri limiti e delle vostre condizioni, da lì parte sempre la migliore prevenzione.


Articolo di Kaiserniky
A Cura del Gruppo Giornalistico di ScudettoWeb

Denaro e valore

Per tutti gli amanti del calcio solitamente l’estate vuol dire due cose… tralasciamo la prima e andiamo alla seconda: il calciomercato!
Le squadre stanno cercando di potenziare le proprie rose ed al contempo di far cassa.
Sembra proprio che siano solo le squadre italiane a stare attente al cosiddetto fair-play finanziario, mentre spagnole ed inglesi spendono e spandono.
Circolano in questi giorni molte notizie su trasferimenti eclatanti che vedrebbero molte squadre di prima fascia del nostro campionato, privarsi dei pezzi pregiati per intascare vil denaro che potrebbe essere reinvestito.
Crediamo sia inutile trarre già adesso delle conclusioni sul potenziale delle squadre in vista del prossimo campionato solo sulla base dei movimenti effettuati e delle indiscrezioni che circolano. E’ ancora prematuro e bisognerà aspettare come di consueto per lo meno agosto per avere un quadro complessivo attendibile.
Ciò che dovrebbe far riflettere è quanto il vil denaro stia rovinando questo sport ed anche la pausa estiva che solitamente fa sognare e sperare molti tifosi.
Ne è un chiaro esempio il “caso Donnarumma”.
Uno dei talenti più promettenti del nostro campionato, forse per colpa del proprio procuratore, o forse per colpa della società e forse anche in minima parte, per colpa propria, sta rovinando l’estate dei propri tifosi e rischia di compromettere il proprio futuro.
Si è detto molto sulla vicenda.
Difficile allo stato dire chi abbia torto o ragione. Certo è che quando gli affari prevalgono sui sani valori sportivi il risultato è che a rimetterci sono tutti: società, giocatori, tifosi e nuove generazioni.
Per fortuna esiste anche il calcio giocato ed in questo periodo c’è l’Europeo Under 21, dove l’Italia sembra poter dire la propria grazie a dei giovani promettenti e ad un mister che riesce a valorizzarli.
Forse è da qui che bisognerebbe ripartire. Dai giovani, e dai “vecchi” che possono dar loro maturità ed esperienza, per farli crescere come calciatori e come uomini, in barba al veleno di questo ambiente di nome “denaro”. Alla fine dovrebbe essere la persona ad avere più valore del denaro e non viceversa.
Probabilmente siamo sognatori ma ci auguriamo (o comunque ci piace sperare) che prima o poi “il sistema” recuperi quei principi sportivi di cui una volta era pregno.


Articolo di Kaiserniky
A Cura del Gruppo Giornalistico di ScudettoWeb

Vittoria Madridista. Un’ occasione persa non solo per la Juventus


Real Madrid Campione d'Europa
(Foto: Repubblica.it)

Real Madrid Campione d’Europa è questo il verdetto di Cardiff.
La squadra di Zinedine Zidane porta a casa la seconda Champions League Consecutiva, la 12^ totale.
Il risultato è netto, 4 a 1 per i Blancos e simboleggia, più che l’andazzo dei 90 minuti, l’andazzo del secondo tempo.
La Juventus, infatti, aveva ben retto nella prima metà di gara, riequilibrando la partita con un meraviglioso gol di Mandzukic, dopo il temporaneo vantaggio di Cristiano Ronaldo. Un buon primo tempo, equilibrato dove non sono mancate le occasioni per entrambe le compagini.
Ma è nei secondi 45 minuti che i bianconeri hanno vissuto il dramma sportivo.
I gol di Casemiro al 61° ed un altro di Cristiano Ronaldo al 67° hanno di fatto tagliato le gambe ai bianconeri.
E’ inutile aggrapparsi all’espulsione del tutto ingiustificata di Cuadrdado (anche se sull’atteggiamento di Sergio Ramos ci sarebbe da aprire un altro capitolo). Ormai la sfida era persa ed il quarto gol di Asensio è parso perfino irriverente.
La sensazione è che alla Juventus sia mancato il “cambio di marcia”, quel guizzo tecnico o tattico che avrebbe potuto permettere ai bianconeri di reggere più a lungo alle incursioni avversarie.
Segnali di allarme sono giunti da quello che è sempre stato, in questi ultimi anni, il punto di forza dei bianconeri ossia la difesa. E’ vero che il Real Madrid è una compagine ricca di talenti, ma la difesa juventina che aveva ben retto in tutta la Champions, anche e sopratutto contro il Barcellona, in finale ha barcollato troppo e ha ceduto.
Sia ben chiaro, la vittoria del Real Madrid è una vittoria meritata e non si discute. I Blancos, lo si sapeva, sono una grandissima squadra, ma quella che si è vista, sopratutto nel secondo tempo, non era la vera Juventus, quella che nel corso dell’intera stagione (e non solo in campionato) ha fatto vedere ottime cose.

La serata di Cardiff, però, non è stata un’occasione mancata solo per i bianconeri.
Da sempre ci si lamenta di molti aspetti del calcio moderno: il troppo denaro che circonda questo mondo, la violenza negli stadi, gli stadi non perfetti, e, sporadicamente, la poca sportività dei calciatori o dei tifosi.
Spesso il calcio viene accostato al rugby per evidenziare quelle differenze che sussistono tra le tifoserie dei due sport ed il rugby ne esce sempre vincitore.
Forse è una delle patologie del calcio o forse, semplicemente, manca cultura sportiva nel nostro Paese, ma vedere che mezza Italia tifava Real Madrid, è l’emblema di come si ragiona in Italia.
Chi la pensa diversamente (tifo, religione, orientamento sessuale o politico etc…) va deriso o denigrato.
Non si prova mai a considerare il punto di vista altrui, non si prova mai ad avere rispetto dell’avversario (Ripensando a Real Madrid-Juventus di qualche anno fa, crediamo, francamente che una standing ovation come quella riservata al Santiago Barnabeu ad Alessandro Del Piero, non potrebbe mai capitare in Italia).
Nello sport italiano, o meglio, nel calcio del nostro Paese, anzichè lottare contro se stessi per continuare ad evolversi e migliorarsi, si preferisce assistere e “sperare”. Ma non “sperare di essere all’altezza della situazione” o “sperare di essere migliorati”, no, sarebbe probabilmente troppo. Si preferisce “sperare” che l’avversario faccia un passo falso o non sia all’altezza.
E così, tutti quelli che sperano alla fine sono gli stessi che da anni non vincono. Ossia, quelli che sull’onda dei fasti dei tempi che furono hanno intrapreso un lento declino o quelli che, pur competitivi, preferiscono ogni volta trovare alibi non riuscendo mai a fare il salto di qualità.
La Juventus, è vero, ha perso questa finale di Champions (l’ennesima della sua storia) ma da anni lotta per migliorare e migliorarsi. Nessuna delle altre squadre italiane ha dimostrato in questi anni di avere idee chiare ed un progetto ambizioso.
Da anni i bianconeri si stanno dimostrando i più forti in Italia e le concorrenti non riescono a stare “al passo” ed anzichè migliorarsi preferiscono vivere di ricordi sperando che la cattiva sorte possa colpire i rivali. Senza contare che le avversarie dei bianconeri nel campionato italiano, non hanno certamente fatto di meglio in ambito europeo, in questi anni, anzi c’è anche chi in Europa stenta perfino ad arrivarci.
Forse è questo il problema della Juventus: chi vince troppo sta sulle “scatole”. Ma se gli avversari non migliorano per demeriti propri, la Juventus continuerà a vincere.
Forse gli avversari dovrebbero capire che anzichè “guardare al proprio orticello” i bianconeri (o più in generale i rivali) potrebbero essere fonte d’ispirazione.
Ma siamo in Italia e forse pretendere questo cambio di mentalità è francamente chiedere troppo e di sicuro non è immediato.

Il Real Madrid ha vinto meritatamente e si è dimostrato grandissimo.
La Juventus ha dimostrato di poter lottare ad armi pari, ma non è ancora pronta per salire sul trono d’Europa.
I tifosi e le altre società italiche hanno perso una buona occasione per dimostrare che anche questo Paese, al di là di tifoserie e campanilismi, sa riconoscere i valori ed i meriti altrui.


Articolo di Kaiserniky
A Cura del Gruppo Giornalistico di ScudettoWeb

Si chiude un’epoca e si ammaina una bandiera

L’ultima giornata di campionato solitamente è quella in cui vengono emessi anche gli ultimi verdetti della stagione di serie A. E così la 38^giornata ci dice che ad accedere direttamente alla prossima edizione della Champions, oltre alla Juve ci sarà la Roma, mentre il Napoli sarà costretto ad affrontare i preliminari (da applausi la gestione di Spalletti per quanto riguarda la sua Rosa e la figura di Totti all’interno di essa). In Europa League, oltre all’Atalanta e alla Lazio, entrambe autrici di un’ottima stagione (forse contro ogni previsione della vigilia), ci sarà il Milan che però dovrà prima affrontare i preliminari. I rossoneri si sono piazzati subito davanti ai cugini interisti, ma la stagione delle due milanesi, forse complici i cambi ai veritici, è stata tutt’altra che rosea, considerato che per il blasone storico da Inter e Milan ci si aspetta sempre una lotta per le prime posizioni.
Ad andare in B, invece, saranno Palermo e Pescara, e complice un’ultima giornata all’insegna del brivido, anche l’Empoli.
Abbiamo assistito all’ennesimo campionato vinto dalla Juventus, forse con meno margine dei precedenti. C’è da tenere presente però, che la squadra bianconera quest’anno è arrivata in finale di Champions e con un’ eliminazione anticipata in coppa, è verosimile pensare che alcuni punti in campionato non sarebbero stati regalati, soprattutto verso la fine di questa stagione.
Abbiamo visto Roma e Napoli rinforzarsi e lottare fino all’ultimo. Abbiamo assistito a partenze sprint che si sono rivelate fuochi di paglia (Samp, Fiorentina, Torino), alcune squadre hanno dimostrato già da inizio stagione di non crederci abbastanza, ed altre per lungo tempo dormienti si sono svegliate all’ultimo (Genoa e Crotone, per esempio).
Di certo, a prescindere, dal tifo abbiamo assistito all’ultima stagione giallorossa di Francesco Totti, una delle ultime bandiere del nostro calcio.
Giocatore dall’indubbio talento in campo e che spesso si è dimostrato un grande campione anche fuori.
Sicuramente una carriera gloriosa, che gli ha dato meno trofei di quelli che avrebbe potuto vincere in altri club.
Ciò che dovrebbe insegnarci la sua carriera, però, è che credendo in se stessi, sin da bambini, i sogni si possono realizzare.
Il denaro non è tutto e l’attaccamento per la maglia e per la propria città vanno ben oltre la mercificazione del calcio moderno.
Quanto ha dato Totti tecnicamente, come giocatore, non si discute. Spesso decisivo, spesso geniale. Ma quanto ha dimostrato nella sua carriera, come fedeltà ai colori di appartenenza, va ben oltre. Sono valori che i giovani di oggi dovrebbero comprendere, e avere sempre ben presenti. Francesco Totti è un simbolo di una città, di una fede, ma anche di quel calcio romantico, e forse d’ altri tempi che le nuove generazioni non conoscono, ma che dovrebbero invece conoscere e a cui dovrebbero sempre ispirarsi.
Si chiude un campionato, si ammaina una bandiera, si chiude un’epoca.
Ora dobbiamo sperare che il futuro ci riservi nuovi simboli e nuove figure che fungano da esempi e da punti di riferimento, perché nel calcio di oggi il vil denaro, forse da troppo tempo, sta avvelenando l’ambiente, e tale inquinamento, ahinoi, si ripercuote sulle nuove generazioni.
A prescindere dal tifo, a prescindere dalla fede calcistica, a nome degli amanti del bel calcio: Grazie Francesco.


Articolo di Kaiserniky
A Cura del Gruppo Giornalistico di ScudettoWeb