Non c’è 2 senza 3


Spagna Campione d'Europa
(Foto: Gazzetta.it)


Ahinoi il Sogno Azzurro svanisce in finale.
Niente storico successo italiano agli Europei dopo quello del 1968. Storica invece questa vittoria spagnola che dopo i successi del 2008 (in Europa), del 2010 (nel mondiale Sudafricano), consente alle furie rosse di centrare un triplete che non era mai riuscito ad alcuna squadra.
Un successo, quello spagnolo, meritato.
L’Italia viene sconfitta per 4 a 0 (reti di Silva, Jordi Alba, Torres e Mata), paga lo scotto del minor tempo a disposizione per recuperare energie e infortuni, paga probabilmente anche la fatica delle ultime prestazioni ampiamente dominate sul campo contro Inghilterra e Germania.
Sembrava un’Italia irriconoscibile, priva di spunti e di gambe, con molte lacune difensive.
Già, lacune difensive che all’esordio contro gli spagnoli erano emerse solo sul finire di partite, appunto ad energie quasi esaurite. Ma l’Italia ieri di energie ne aveva poche.
Certo ci si è messa anche la sfortuna (vogliamo chiamarla così, visto che Prandelli non sembra il tipo masochista da volersi fare del male schierando i giocatori più stanchi, ma talentuosi) impensabile l’infortunio di Thiago Motta nel secondo tempo, che ha lasciato la squadra in 10 e ha tagliato le gambe agli azzurri e con esse anche le speranze sono via via andate scemando fino al crollo nel secondo tempo con le ultime due reti spagnole.
Ma la Spagna ha dominato in lungo e in largo per tutti i 90 minuti: possesso palla, iniziative, idee, passaggi filtranti c’era tutto, dallo spettacolo alla concretezza.
Gli azzurri invece avevano poche idee, poche gambe e si sono imbattuti in un reparto difensivo, quello spagnolo in serata di grazia, con un Casillas vera saracinesca pronto a sventare le poche occasioni italiane.

La Nazionale di Prandelli ha comunque il merito, grazie alle prestazioni sul campo ed ai risultati, di essere riuscita a riunificare, almeno in questo settimane, l’Italia, sdrammattizzando un po’ la situazione ed il clima pesante che aleggiava per la crisi economica e per i problemi del Paese.
L’Italia ha perso in finale ma ci sono alcune considerazioni aggiuntive che meritano di essere fatte:
1)E’ vero che l’Italia sembrava evaporata contro la Spagna, ma è da considerare anche il cammino che la squadra ha affrontato con Prandelli: si era partiti dal disastro del mondiale sudafricano, e ora ci ritroviamo vice-campioni europei con prestazioni di valore.
2)Sempre grazie a Prandelli, che ha portato in Nazionale gente come Thiago Motta e soprattutto Balotelli, c’è stato “un ampliamento delle frontiere azzurre” ed è stato effettuato inoltre un piccolo passo contro la lotta al razzismo ed un’apertura di mentalità (I talenti non si misurano con il colore della pelle e non si misurano neanche per la nazionalità), ovviamente oltre ad un ringiovanimento di tutta la squadra.
3)Con questa prestazione degli azzurri che ridà morale all’intero movimento, magari si investirà di più sui giovani di casa nostra.
4)Forse, e ribadiamo forse, non aver vinto questo europeo è stato un bene (ce lo dirà solo il futuro).
Alla vigilia della partenza per la Polonia e l’Ucraina, si era abbattuto lo scandalo scommesse. Scandalo che aveva colpito anche giocatori presente nel ritiro della nazionale. Ebbene, conoscendo il popolo italico ed i mass-media, probabilmente con una vittoria azzurra molti avrebbero detto che tale scandalo (dopo quanto accaduto nel 2006) avrebbe portato bene ed inoltre avrebbe oscurato interamente, o anche solo parzialmente, l’intera vicenda che invece deve essere affrontata, e bene, per debellare il problema alla fonte.
5)Da un po’ fastidio (se non rabbia) vedere in tribuna i primi ministri (italiano e spagnolo) dopo aver detto di voler boicottare la finale per il massacro dei cani in Ucraina e per il caso Timoshenko. Così come da una sensazione di ipocrisia vedere un primo ministro che dice “che il calcio andrebbe chiuso per 2 o 3 anni” pronto in tribuna ad esultare per un possibile successo.

Euro 2012 chiude i battenti, la Spagna si è dimostrata di un altro pianeta, l’Italia, degnamente, “prima delle squadre normali”.
Cala il sipario su questi Europei tra gioie, delusioni, emozioni e batticuore l’auspicio per il futuro è che non si organizzino più manifestazioni sportive in Paesi che rischiano di sterminare vite (umane o animali che siano).

 
 
Articolo di Kaiserniky
A Cura del Gruppo Giornalistico di ScudettoWeb

Déjà Vu

Come era iniziata, così finirà!
L’avventura azzurra era iniziata il 10 giugno scorso contro la Spagna, anche da loro è dipesa la qualificazione ai quarti di finale per la squadra di Prandelli…
E ora gli iberici saranno l’ultimo ostacolo nella finale del prossimo 1° luglio.
Le furie rosse sono riuscite ad imporsi sul Portogallo, ma solo ai rigori e senza grandi emozioni (rigori esclusi).
Avranno 24 ore di recupero in più ma si controbilanciano con il fatto che loro hanno disputato pure 30 minuti di supplementari.
Ma certamente chi ha destato maggiore sorpresa sono i nostri azzurri.
Incamerata la vittoria contro l’Inghilterra (in una partita dominata), la squadra fa altrettanto pure con la Germania.
I tedeschi nel corso di quest’europeo hanno dimostrato grande compattezza e grande concretezza in tutte le partite, in tutte tranne che nella semifinale di ieri sera.
Troppi spazi concessi agli azzurri e poche idee, errori fatali (soprattutto in difesa) contro un attacco (quello italiano) in serata di grazia.
Troppe poche le occasioni create (in fase di inizio gara) e, insufficienti per riequilibrare la partita i due minuti di assedio finale.
Così Balotelli trascina gli azzurri alla finale, e l’Italia rimane un tabù per i tedeschi che per l’ennesima volta tornano a casa con le pive nel sacco.
Ah! La ciclicità della storia, il ripetersi delle situazioni e degli avvenimenti che fanno sembrare tutto un “film già visto”, o, come in questo caso, un “sogno ricorrente”
Ora non ci resta che vedere cosa succederà contro i campioni del Mondo e d’Europa in carica, ma già essere arrivati a questo punto, considerando da dove si era partiti (cioè il disastro de Sudafrica 2010), è un risultato importante.

 
Articolo di Kaiserniky
A Cura del Gruppo Giornalistico di ScudettoWeb

Rigore italiano

“Scusi, chi ha fatto palo?”
Così recitava Paolo Villaggio in una delle sue più celebri battute della saga di Fantozzi.
Guarda caso la partita a cui il comico si riferiva era sempre Italia-Inghilterra.
Così, dopo pochi secondi, la fantasia del comico genovese sembra trasformarsi in realtà, quando De Rossi centra il palo e più tardi Diamanti farà lo stesso.
Citazioni a parte, l’Italia ha meritato questa qualificazione alle semifinali.
Dominio del gioco e del campo. Poco spazio agli avversari e poca iniziativa degli inglesi troppo attendisti.
Il rammarico per non aver centrato l’obiettivo durante i 90minuti regolamentari (o comunque entro i supplementari) comunque c’è, perchè la storia ci insegna che non sempre la lotteria dei rigori va a buon fine. Ma sarebbe stato veramente troppo uscire ai rigori dopo la qualità della prestazione vista nell’arco della partita.
Per fortuna gli azzurri non hanno deluso dal dischetto e ora dovranno affrontare la Germania, dopo quei dolci ricordi del 2006 e oggi come allora, sarà sempre semifinale. I tedeschi sembrano più solidi e più temibili di un tempo, ma i nostri eroi, contro avversari di valore, di solito non deludono mai.
Nell’altra semifinale si affronteranno Spagna e Portogallo: ossia il bel calcio, tecnico, tattico, spettacolare e vincente (come il suo allenatore), contro colui che aspira al Pallone d’oro e che da solo dovrebbe e potrebbe fare la differenza: Cristiano Ronaldo.
Non saranno semifinali facili, ma è interessante notare come su 4 nazionali, 3 rappresentino i Paesi con la maggior crisi economica europea del momento, mentre la 4^ è colei che comanda e dirige tutta l’Europa…
Non sappiamo come finirà ma di certo c’è che l’Italia sa soffrire (come fatto nelle precedenti partite), ma quando vuole sa anche imporre il proprio gioco e le proprie idee (come ieri sera) sia nel mondo pallonaro che in ambito extra-calcistico.
Bisogna solo crederci.

 
Articolo di Kaiserniky
A Cura del Gruppo Giornalistico di ScudettoWeb

Colpi di testa

E senza farci mancare le sorprese arriviamo ai quarti di finale.
Repubblica Ceca-Portogallo, Spagna-Francia, Germania-Grecia, Inghilterra-Italia saranno queste le 8 squadre continentali a sfidarsi per accedere alle semifinali.
Eliminazioni illustri come quelle di Russia e, soprattutto, Olanda destano più di una perplessità ma garantiscono quell’imprevidibilità tipica di questo sport.
E che dire della sfida che si disputerà tra Germania-Grecia? Visti i tempi di ristrettezza economica, siamo sicuri che ne vedremo delle belle: l’organizzazione potenza della corazzata tedesca, contro l’imprevedibilità ed il “cuore” degli ellenici in una sfida che sa di riscatto per i greci.
Senza contare che la vincente di questa sfida sportivo-economica potrebbe comunque trovare l’Italia, (altro Paese economicamente non proprio florido).
Già, per fortuna l’Italia ce l’ha fatta. Si è qualificata.
Scongiurati i timori della vigilia di un possibile “biscotto” tra Spagna e Croazia, con molta sofferenza e con grande coraggio, grazie a Cassano e Balotelli gli azzurri hanno passato il turno.
Una prestazione al cardiopalma, di lavoro e di fatica, gioie e dolori. Culminati con il colpo di testa (fisico) di FantAntonio (a siglare la prima rete) e con l’altro colpo di testa (metaforico) di SuperMario (dopo il raddoppio), per fortuna sedato dai compagni di squadra, per evitare guai disciplinari e/o polemici.
Certamente è un grande talento Balotelli, una stella che potrebbe brillare particolarmente in questi europei, ma che ha ancora molto da imparare.
Deve mettere la testa a posto il ragazzo: non si può rischiare l’espulsione per dei gesti antisportivi (quali una gomitata) appena entrati, così come non si può litigare con il mondo quando si va a segno.
E’ il suo dovere, quello gli viene chiesto. Le polemiche non servono non fanno altro che rovinare il gruppo e rischiare di rovinare il percorso della squadra.
Un campione si dimostra tale anche nelle difficoltà, non si possono avere sempre e solo complimenti, fa parte della vita, bisogna capirlo e per SuperMario sarebbe ora e tempo.
Il cammino dell’Italia continua, per ora, e c’è ancora tempo per farci ricredere.

 
Articolo di Kaiserniky
A Cura del Gruppo Giornalistico di ScudettoWeb

Tra “pasticci” e “biscotti”

Da questa sera via alla giornata numero 3 di Euro 2012, le partite dei singoli gironi si disputeranno tutte in contemporanea.
Nel frattempo si è chiusa la seconda giornata che ha segnato, più o meno in tutti i gironi, un forte equilibrio delineando poche eliminazioni già certe (vedi Irlanda e Svezia), altre squadre con un piede nella fossa (Olanda e Italia), possibili “biscotti” nell’ultima giornata e comunque risultati per niente scontati tra le altre squadre.
Gli azzurri, come otto anni fa, sono a rischio “biscotto”: devono battere l’Irlanda del Trap (praticamente già esonerato) e sperare in un risultato favorevole “ai nostri” tra Spagna e Croazia, nello contro diretto.
Molti si ricorderanno quello che successe in Portogallo, la famosa “combinata nordica” tra Danimarca e Svezia, che eliminò gli azzurri (all’epoca allenati dal Trap).
Ma la Spagna di oggi, campione del mondo e d’Europa in carica, dal calcio spettacolare, concreto e vincente ha un onore da difendere e ci auspichiamo non voglia cedere alle lusinghe di una qualificazione facile.
Biscotti o meno, l’Italia deve comunque fare la partita e vincerla, eliminando i difetti fin qui dimostrati primo tra tutti la poca vena realizzativa dei suoi attaccanti.
Quel che conta adesso è fare tutto il possibile, dimostrare di avere la grinta e la voglia di vincere, dimostrare di avere i mezzi per farlo.
Poi, gli altri risultati si guardano a cose fatte, per non avere rimpianti ulteriori e per riuscire a strappare una qualificazione che ora, per molti, sembra pura fantasia.

 
Articolo di Kaiserniky
A Cura del Gruppo Giornalistico di ScudettoWeb