Addio Vienna

Gli azzurri che erano riusciti ad evitare l’eliminazione al primo turno con una prova gagliarda e con l’aiuto di una Francia allo sbando sono stati eliminati dalla Spagna sebbene ai rigori.
Visti i valori in campo non si può recriminare più di tanto se la fortuna, generosa amica ai mondiali, ci ha voltato le spalle. La Spagna, infatti, ha mostrato qualcosa in più degli azzurri.
Non tanto nei valori individuali dei giocatori quanto a livello di progetto di squadra.
Aragones, allenatore dal palmares povero, ha saputo modellare la squadra su un’idea tattica molto precisa con punti fermi, facendo crescere un gruppo durante tutta la sua gestione, sacrificando a quest’idea gente del calibro di Raul. I risultati si sono visti ieri sera in campo con una squadra compatta, quadrata con ottimi disegni tattici e capace di mettere in mostra ottime individualità.
Il confronto con la Spagna ha evidenziato, quello che è stato, forse, l’unico gran limite di Donadoni: non dare un’identità precisa alla squadra, fissando delle gerarchie assolute con le quali affrontare l’intero ciclo che ha portato a questi europei.
Cominciare con una formazione la prima partita e cambiarla in maniera consistente nella seconda, ha dato un’immagine confusa ed un futuro incerto.
Tutto sommato l’Italia ha dato il massimo in questi Europei, il massimo che in base alla gestione tecnica ed alla forma dei giocatori convocati si poteva chiedere.
In fin dei conti, come da tradizione del nostro bel paese, se la dea bendata ci avesse ancora sorriso, invece del processo si starebbero tessendo le lodi del nostro CT.

Articolo di Lallo
A Cura del Gruppo Giornalistico di ScudettoWeb

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