Bandiere ammainate

Chiude i battenti la Serie A.
Lo fa emettendo gli ultimi verdetti, ossia la Retrocessione del Lecce (che si unisce a Cesena e Novara) e il terzo posto dell’Udinese che porta la squadra friulana ai preliminari di Champions, con buona pace di Napoli, Lazio in Europa League e dell’Inter (ai preliminari di tale coppa).
Chiude i battenti gratificando le impensate ed importanti stagioni di Parma e Bologna e fa tirare un sospiro di sollievo a Fiorentina e Genoa per lungo tempo in crisi di gioco e di risultati.
Cala il sipario e termina il cammino invincibile della Juventus di Conte che in campionato chiude da imbattuta e con ben 20 marcatori diversi durante tutto il cammino.
Per i bianconeri ora l’appuntamento è a domenica 20 maggio in quel di Roma, contro il Napoli, per l’assegnazione della Coppa Italia… un trofeo spesso sottovalutato, ma se i bianconeri hanno fame di vittoria e voglia di ulteriori conferme, per i partenopei questa coppa rappresenta un’occasione ed una prova di riscatto dopo il finale di stagione non proprio esaltante.
Chiude i battenti la Serie A, dicevamo, ma allo stesso tempo vengono ammainate delle bandiere.
Del Piero, Seedorf, Nesta, Gattuso, Inzaghi, Van Bommel, Cordoba, Di Vaio sono i campioni che in questi anni hanno fatto sognare i propri tifosi e che ora intraprenderanno percorsi diversi, chi all’estero sui campi da gioco, chi altrove e magari in qualche altro ruolo.
Se ne vanno campioni che hanno fatto la storia e la felicità del nostro calcio.
Del Piero ed Inzaghi entrambi a segno nella loro ultima partita in casa, entrambi con gol importanti e significativi per la storia e per la memoria dei tifosi di ieri e di oggi.
Gol che suggellano addii importanti e storici di questi giocatori.
Un senso di commozione e di gratitudine nei tifosi e negli sportivi in generale a prescindere dalla maglia di appartenenza, perchè i grandi calciatori vanno al di là della buona prestazione sul campo, i grandi calciatori sono tali anche fuori dal campo.
Bandiere, vere e proprie istituzioni a cui tutti (società, tecnici, dirigenti, tifosi etc…) devono dire grazie, con una standing ovation, un applauso o anche solo con un sorriso.
Una generazione di campioni se ne va.
Ci auguriamo che i loro insegnamenti, i loro valori, i loro sani principi, siano spunto di riflessione per i campioni di domani.
In ogni caso… GRAZIE!!

 
Articolo di Kaiserniky
A Cura del Gruppo Giornalistico di ScudettoWeb

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