Bilanci olimpici


Si è chiusa la Trentesima edizione dei Giochi Olimpici moderni, tra atleti felici per la prestazione ottenuta, ed altri affranti per il risultato conseguito.
Si, perchè a volte un atleta può mettercela tutta per ottenere un traguardo importante (anzi, dovrebbe sempre impegnarsi al massimo) e poi tale risultato sfugge per pochissimo, per un centesimo, di secondo o di punto magari per colpa del giudice di gara che dovrebbe essere imparziale e che magari non si dimostra tale.
Basti pensare a Tania Cagnotto, a Vanessa Ferrari, o Roberto Cammarelle, artefici di grandi prestazioni e poi per un’inezia (volontaria o non) non hanno raggiunto il loro obiettivo, anche se moralmente sarebbero loro i campioni.
E’ stata un’ Olimpiade che ha sdoganato diversi tabù: dalle atlete musulmane velate, ad Oscar Pistorius campione di vita e di sport, la Regina Elisabetta a sorpresa in una prova di recitazione che ha dimostrato la sua autoironia scendendo per qualche istante dal piedistallo in cui di solito si trova la monarchia inglese, e non dimentichiamo le aspettative di inadeguatezza del sistema di sicurezza che sono risultate forse eccessive visto che alla fine tutto è andato per il meglio.
E’ stata un’ Olimpiade dove grandi campioni hanno dimostrato la loro forza ed altri abbandonano le scene (Michale Phelps in primis) dove i nostri nuotatori in vasca hanno deluso e molto, ma le leonesse della scherma non hanno tradito. Ma un ringraziamento va a tutti gli atleti, indipendentemente dalla nazionalità.
Festa dello sport doveva essere e così è stato.
Unica nota per noi dolente: il caso Alex Schwazer, l’atleta è crollato e probabilmente finito, ma l’uomo no. Con le sue dichiarazioni, con la sua presa di posizione ed il riconoscimento delle sue responsabilità, senza accampare sterili e banali scuse ha dimostrato più maturità di molti altri ed è emersa la fragilità di un ragazzo sommerso dalle aspettative altrui che l’hanno fatto crollare, facendogli raggiungere un punto per cui ora è solo possibile risalire.
Ma le 28 medaglie totali dei nostri atleti dimostrano che con la voglia di fare ed il sacrificio tutto è possibile, figuriamoci poi se le varie discipline fossero ben finanziate ed aiutate a crescere.
Cala il sipario su Londra 2012 l’appuntamento e tra quattro anni a Rio De Janeiro, sperando che i sacri valori dello sport aiutino a migliorarci tutti.

 
Articolo di Kaiserniky
A Cura del Gruppo Giornalistico di ScudettoWeb

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