C’è chi dice no

Un incredibile senso di disagio. Ecco quello che mi tocca. Sto rimbalzando in questi giorni tra i più disparati commenti su quello che è successo venerdì sera a Catania. Un incredibile senso di disagio. Tra tutta questa gente che vuole riprendere al più presto, che vuole continuare perchè se no si perdono soldi, perchè ‘lo spettacolo deve continuare’. Io non me la sento di continuare. Almeno finchè non si fa qualcosa per tentare di cambiare. Non credo e non penso che si possa fare tutto e subito, ma qualcosa deve pur essere fatto. E questo qualcosa deve anche essere anche il fare incazzare le persone che col calcio c’hanno a che fare.
Io non so voi ma a me fa schifo. Il cinismo, la praticità, l’egoismo di queste persone che pensano solo ai guadagni, ai soldi, al fatto che il biglietto non è rimborsabile, allo spostamento della partita, al non riesco a stare una domenica senza calcio! A me fa schifo. E il problema è che questa gente pensa che i delinquenti, con loro, non abbiano a che fare. E invece questi gruppi organizzati non fanno parte del calcio, fanno parte di un male della società, di cui tutti ne siamo corresponsabili. E siccome il calcio è la manifestazione più grande di popolarità italiana ritengo sia doveroso guardarci tutti in faccia e dire stop!
E invece tutto riprende, tutto come prima. O forse no, per un mese ti assilleranno ai cancelli coi controlli, ti spoglieranno nudo, ti perquisiranno dentro le orecchie e forse anche in mezzo ai capelli, ma fra due, tre mesi, ricomincerà di nuovo. Non c’è la volontà di cambiare. Se ci fosse, accetteremo di stare fermi anche un anno!

Articolo di Zanetti Capitano
A Cura del Gruppo Giornalistico di ScudettoWeb

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