C’era una volta…

C’era una volta una classe arbitrale che sbagliava e dava vita al teatrino dei sospetti e dei complotti, tipici della nostra cultura con accuse di sudditanza e pressioni nei confronti delle giacchette nere, con ipotesi d’interferenze, più o meno lecite, da parte dei grandi clubs.
C’erano continue lamentele ed accuse al Palazzo, nessuno era mai soddisfatto ed al primo errore si gridava allo scandalo.
Poi venne Calciopoli che trasformò tutti questi sospetti in reali certezze oltre che decretare la fine di un sistema e la nascita di una nuova era per il calcio. Questo almeno in teoria.
Perché gli errori arbitrali c’erano e ci sono ancora e ci saranno sempre perché l’uomo non è infallibile e può commettere errori.
La differenza è che nessuno è più al riparo da tali sbagli come dimostrano episodi recenti.
La cosa che appare chiara, tolto ogni alibi esterno, nel nuovo scenario è che la classe arbitrale italiana mediamente è scarsa e non adeguata e commette troppi errori e continua a produrre situazioni imbarazzanti.
Collina, disegnato come il nuovo messia, dovrà fare di più di azzeccare le designazioni.
La classe arbitrale va riformata dalla base, in modo che arrivino, nelle massime serie, gli arbitri migliori e non i soliti raccomandati.
E visto che siamo in un’era di professionismo non mi sembra neanche una richiesta così inaccettabile.
Al momento non resta che augurare ai nostri fischietti di non concedere repliche negative, perché se errare è umano perseverare è diabolico.

Articolo di Lallo
A Cura del Gruppo Giornalistico di ScudettoWeb

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