Concerti, sinfonie e note stonate

Archiviata pure la settimana dedicata a Sanremo, musica di tutt’altro tipo ci è giunta dai campi di serie A per la 24^giornata.
Mentre la Juventus ritrova un grande direttore d’orchestra (Pirlo) decisivo e goleador che ben dirige i componenti bianconeri, altrettanto bene sul “palco” di Cesena o fa il Milan, che orfano del “solista” Ibrahimovic, mette in scena musica a più cori (con azioni e marcatori differenti). Due vittorie importanti per entrambe le squadre che arriveranno così allo scontro diretto di sabato prossimo, in buona forma, con gli “strumenti accordati” (moduli e meccanismi) e le “voci riscaldate” (piedi e teste).
Chi stecca, e stona in questa 24^giornata è nuovamente l’Inter, orchestrali confusi, direttore d’orchestra (Ranieri) casinista e ancora più confuso. Poca voglia di fare di tutta “la banda” e cantanti senza voce… Neanche “alla sagra della salsiccia paesana” si vedono figure così.
Difficile ritrovare il bandolo della matassa per i nerazzuri, ci vorrebbe un cambio di rotta a livello mentale, perchè cambiare nuovamente tecnico, specialmente a metà campionato non è affatto la cosa più indicata in questo momento.
Ma i nerazzurri non sono i soli a meritare i fischi del pubblico.
Il Palermo “le suona” alla grande alla Lazio e incassa un 5 a 1 prezioso che sa molto di vincita al Superenalotto. Una sinfonia quella della squadra palermitana che ha il carattere della rinascita e della cavalcata trionfale.
E che dire di Lecce-Siena? Pugliesi vittoriosi in uno scontro diretto per la salvezza, note dolci per i salentini…musica da incubo per i toscani che hanno perso un’occasione utile e comoda per incassare punti preziosissimi.
Concerto nefasto anche per la Fiorentina che incassa 3 reti dal Napoli autore di una prova di carattere, con spartiti ed interpreti collaudati e in buona giornata.

Probabilmente questi sono stati i concerti più attesi della giornata, alcuni spettatori sono usciti “dal teatro” soddisfatti mentre altri inveivano contro i musicisti.
Ma alla fine quello che conta, per chi va ad assistere agli spettacoli, sono le emozioni (positive o negative, ci sarà comunque modo e tempo per rifarsi).
Perchè Sanremo è Sanremo!

 
Articolo di Kaiserniky
A Cura del Gruppo Giornalistico di ScudettoWeb

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