Il male non è il calcio

Eccoci qua, si ricomincia.
Le colpe sono state espiate, il lutto rispettato e le leggi cambiate o forse sarebbe meglio dire applicate.
Quindi, mondati dalle nostre colpe, possiamo riprendere il nostro giocattolo certi che siamo sulla retta via.
Ma cosa è cambiato in realtà da quell’infausto venerdì sera? quale è l’orizzonte nuovo per i nostri occhi?
Molti stadi vuoti, partite tutte di giorno e pene severe per i cattivi, sono questi in sintesi i provvedimenti che impediranno il ripetersi di episodi violenti. Ma ne siamo sicuri? siamo certi che da ora in poi sarà cosi?
Basterà la repressione a modificare certi comportamenti oppure questi sono radicati nel tessuto sociale quotidiano?
Nessuno si è chiesto, nella marea di trasmissioni di approfondimento, cosa spinge dei ragazzi a compiere azioni come quelle di Catania.
Va bene la logica del gruppo, del branco ma possibile che un giovane abbia così tanta rabbia dentro e che non abbia gli strumenti per gestirla?
A tutti evidentemente ha fatto comodo relegare questa degenerazione di violenza nei confini del mondo del calcio così da non dover mettere sotto accusa una società malata ma state sicuri che non è così.
Il problema non è lì e basta leggere la cronaca di un qualsiasi quotidiano per comprenderlo.

Articolo di Lallo
A Cura del Gruppo Giornalistico di ScudettoWeb

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