Il Ragno Nero

Il portiere.
Un ruolo che ha sempre suscitato discussioni nel mondo del calcio.
Alcuni dicono che è fondamentale per una squadra, altri dicono che se gli altri giocatori sono fortissimi non c’è bisogno di avere un grande portiere, può bastarne anche uno discreto.
I primi fanno l’esempio di Buffon, portierone della Juventus e della Nazionale capace di garantire con le sue parate lo stesso numero di punti di un buon attaccante, i secondi si rifanno ad esempio a Dida, portiere inaffidabile del Milan oppure tornando indietro nel tempo si potrebbe pensare a Sebastiano Rossi sempre della squadra rossonera, una squadra talmente forte che ha vinto praticamente tutto anche avendo un portiere che non era certo il non plus ultra del ruolo.
Poi ci si mettono anche gli allenatori, oggi se non sono bravi anche con i piedi non li vuole nessuno e questo ha portato la scuola italiana, che fino a qualche anno fa sfornava talenti a ripetizione, ad essere in difficoltà e ha esaltato lo scuola brasiliana, perché i verdeoro con i piedi sono sempre stati bravissimi, ora lo sono diventati anche con le mani.
E i giornalisti amano il ruolo del portiere perché è facile esaltarlo quando fa grandi parate e a farlo diventare un brocco quando passa un periodo no.
Sarà per questo che nessun portiere, nemmeno Gigi Buffon è riuscito a vincere un Pallone d’Oro, perché fa più spettacolo chi segna di chi para.
Nessuno, tranne lui Lev Ivanovic Jasin che nel lontano 1963 vinse l’ambito premio dopo aver incantato tutti con le sue gesta ormai epiche, tanto è vero che fu insignito anche dell’Ordine di Lenin, la massima onorificenza sovietica.
Jasin moriva esattamente il 20 marzo di 10 anni fa, quando Buffon iniziava a giocare a calcio in terza categoria e sognava di diventare come lui.
Oggi Gigi ci è riuscito e Jasin da lassù starà sicuramente sorridendo, contento di aver trovato un degno erede e felice di avere il Pallone d’Oro ancora tutto per sé.

Articolo di Mike75
A Cura del Gruppo Giornalistico di ScudettoWeb

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