Il ritorno del medicinale

Ebbene si, dopo tanti anni ecco ritornare alla normalità consueta. Si pensava fosse ormai impossibile divertirsi in un turno di campionato ed invece grazie all’ingegno del mezzadro, eccoci intensamente consapevoli della realtà. Un attento mercato acquisti e un oculato calcolo di bilancio, con doverose e cospicue uscite ovviamente, e siamo tornati al campionato che Eupalla da tempo attendeva, con nuove promesse, qualche sorpresa, ma soprattutto con rapporti gerarchici finalmente consoni alle aspettative ed ai blasoni. Certo ci sono eccezioni e questo è normale. Il Milan la prende da lontano, il Napoli vola sull’entusiasmo come l’Udinese e anche i gobbi zebrati. La Roma dopo una problematica digestione di schemi e di lingue inizia timidamente a risvegliarsi e i montanari inseguono il riscatto sui campi visto che sul banco degli imputati nulla potevano fare, specie dopo aver offerto un caffè alla pubblica accusa e aver osservato come non sempre un gesto viene considerato per quello che è ma per quello che compra. Ma al di sopra di tutto veleggia lei, la squadra più intonsa della storia del calcio italico, l’unica mai decaduta (anche se solo grazie ad artifici contabili altrui), la dominatrice degli ultimi anni a sua insaputa. Non appena si è resa conto di quello che avrebbe dovuto essere eccola crollare sotto il peso dei suoi stessi successi. E arranca e fatica e insiste, ma nulla di quello che costruisce regge, e si accorge finalmente di aver giocato sulla spiaggia con la sabbia e vede il suo castello crollare sotto i colpi delle onde. Ma tant’è il ritorno alla realtà e al suo ruolo principe non viene digerito con la consueta rassegnazione che ci si aspetterebbe da chi mai ha potuto vantare cime inviolate, ma piuttosto come se fosse posseduta da una rabbia cieca, come chi subisce un’ingiustizia dimentico che l’ingiustizia vera è stata subita dagli altri, e per causa tangenzialmente sua. Però un po’ fa tenerezza. Ora che gli sfottò tornano dove è normale che stiano, ora che le masse possono finalmente ridere i serpenti meneghini si guardano intorno spauriti, e non capiscono perchè i soldi non danno la felicità. Anche i loro cugini penano e non riescono a gioire nemmeno di questa magra consolazione. Dopo anni passati a gioire spesso immeritatamente, ma con esborsi notevoli per ampliare le bacheche (sono in realtà gli unici ad avere anche trofei di cartapesta, non dimentichiamolo) ora devono riprendere il loro ruolo, quello di coloro che dicono “peccato, mancava poco” e si accomodano nelle posizioni di rincalzo, come da sempre risiedevano. D'altronde si sa, L’Inter è sempre stata una compagine di sfondo, che tutti danno per favorita ad inizio campionato e poi devono ricredersi. All’inizio tutte sono vincenti, ma poi ecco che chi vale sale e chi resta è considerata grande solo per metà. Una supposizione insomma, una supposta grande… un medicinale appunto.

Articolo di SCA–TTANTE
A Cura del Gruppo Giornalistico di ScudettoWeb

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