L’Italia se desta?

Eccoci a commentare una storia. Sarà il caldo estivo, sarà il freddo sudafricano, ma l’italietta come ampiamente pronosticato dai più esce con le ossa rotte dalla trasferta zulù. Ma faceva freddo dicono i più gentili. E il Brasile? Abituato al caldo e quindi a disagio ha pensato ad una sofisticata soluzione atropo-tecnologica: si è messo a correre per scaldarsi. Lippi non ci aveva pensato ed è rimasto spiazzato dalla semplicità della soluzione adottata dai Brasiliani. Ma è tutto il movimento sotto accusa. Troppo vecchi e appagati gran parte dei componenti della spedizione, voglia di rinnovamento, necessità di puntare su altri più motivati e magari anche più giovani. Ma la realtà come al solito è più sottile. Voglia di vacanza! Dopo un campionato che nonostante i proclami è finito due mesi fa, con la solita squadretta milanese composta da ben tre italiani a dominare (vagamente assistita e vagamente aiutata a dire il vero) e a vincere senza patemi il suo secondo scudetto consecutivo sul campo, tutti i giocatori e gli allenatori non vedevano l’ora di godersi qualche settimana di meritate ferie. I paradisi tropicali aspettavano (Cassano pensa ancora che la sardegna sia nei tropici, e ne dà prova il fatto che non si capisce niente di quella lingua che parlano. I Sardi rispondono che nemmeno la sua lingua è assimilabile all’italiano e quindi lasciano perdere). I più fortunati sperano in un invito del presidente mignottaro presso le sue ville o i suoi palazzi. Ma solo quelli meglio dotati di particolari attributi (leggasi moglie, fidanzata, sorella da sballo) potranno ivi condursi. E noi ancora pensiamo al pallone? Ma poi, che cos’è questa Confederations cup? Che prestigio ha? Meglio le ferie, e meglio farle quanto prima, tanto poi il prossimo anno le partite non mancheranno per mettersi in mostra e per farsi davvero valere. Noi popolo di pongo, convinti che la fenice non sia solo un mito, ci riduciamo in cenere solo perchè come Roky è più bello rinascere dall’incubo ed essere vittoriosi piuttosto che dominare per un po’. Povera Spagna che non capisce. Povero Brasile che non è capace di godere delle beltà della singola partita. Noi sì che ci sappiamo godere la vita. In tutti i campi ovviamente. La cosa importante è umiliarsi, buttarci a terra a corpo morto per poi ricominciare da zero. Sempre! Come se partire da basi consolidate fosse un’inutile sforzo. Ripartiamo sempre dai gradini più bassi della scala. Invece che salire noi risaliamo. Invece di guardare avanti noi guardiamo sempre indietro. E se quello che vediamo è brutto eccoci pronti a riscrivere la storia per dimostrarci (con le risate internazionali ben udibili) che non è vero che il bianco è così bianco e che il nero è così nero, nemmeno quando l’Italia intera è stata completamente azzerata da quel nero. Ma che ci importa, tanto le vacanze incombono e noi nel mezzo di una crisi internazionale devastante stiamo a pensare al pallone? Nemmeno per sogno, noi pensiamo solo a goderci la tintarella. Economia a pezzi, ma alberghi da riempire. E poi ci lamentiamo se L’italia, calcistica, politica e sociale va a meretrici ….

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Articolo di SCA–TTANTE
A Cura del Gruppo Giornalistico di ScudettoWeb

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