L’ esempio mancato

Leggiamo da ieri nei giornali che anche l’Inter, capitanata da Massimo Moratti in persona, sarebbe nella lista delle squadre indagate per falso in bilancio. Senza entrare nei dettagli della faccenda, che verrà appurata e giudicata in luogo opportuno, il dato su cui riflettere è l’insieme di nefandezze portate alla luce in questi ultimi anni di calcio. Non si può mescolare le carte confondendo reati come quelli di calciopoli con truccate di bilanci, ma non si può nemmeno esimersi dal distaccarsi da delle politiche societarie che hanno prodotto negli ultimi anni così tanti danni, al calcio italiano in primis.
Il calcio, per il suo spontaneo e storico bacino d’utenza, aveva la possibilità di crescere i propri figli nell’ordine di una certa etica morale e, se non altro, sportiva. Tutto ciò si è perso nel corso degli anni. Ha lasciato spazio ai vizi privati, all’egoismo più bieco, al più spietato e incontrollabile spirito mercenario. La perdita dei valori si è ripercossa in tutte quelle società spinte dalla fame di successo prima che dalla voglia di sport e ha trascinato con sè tutti quei tifosi incapaci di guardare oltre il proprio naso e pronti a difendere a spada tratta qualunque porcheria fatta dai loro rappresentanti. E’ solo grazie a questo che il personaggio più sporco, in questo caso sarebbe da dire mafioso, del calcio italiano trova ancora oggi la possibilità di andare in una università a tenere una lezione. Ed è solo a causa di ciò che siamo sicuri che questo stesso personaggio non troverà solo ostilità in quella università.
Giusto per non perdere le cattive abitudini…

Articolo di Zanetti Capitano
A Cura del Gruppo Giornalistico di ScudettoWeb

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