La crisi del calcio italiano

Si parla tanto, negli ultimi anni, della crisi del calcio italiano soprattutto economica.
Tale tesi si basa sul fatto che i risultati a livello di club europei hanno visto imporsi le squadre inglesi ricche di sterline grazie alle quali sono riuscite ad accaparrarsi i giocatori più forti disponibili sulla piazza.
Ma forse non tutti i mali vengono per nuocere, dopo un momento di debacle i nostri club, tranne quei pochi pochissimi con liquidità, hanno rivisto le loro politiche economiche cominciando ad investire più sui vivai e su giocatori non ancora affermati. Così si spiegano realtà come Udinese e Napoli che stanno impressionando in quest’inizio di campionato.
Ma soprattutto dopo questo turno di Champions si può cominciare a sperare in un futuro più roseo.
Se la Juve espugna il Santiago Bernabeu e mette in crisi il Real e se soprattutto la Roma relegata in fondo alla classifica del campionato dà una lezione di gioco al Chelsea dominatrice della Premier, vuol dire che non sono solo i soldi a rendere grandi le squadre.
Se c’è una cosa che accomuna le imprese di Juve e Roma è sicuramente la grinta e l’impegno che le due squadre hanno messo sul campo. Prestazioni gagliarde impreziosite dai lampi di Del Piero, tornato ad ottimi livelli e di un Vucinic che in qualche modo ricompensa l’investimento cospicuo fatto dalla dirigenza giallorossa. Ma accanto a loro ci sono le prove di gregari come chiellini o panucci o di portatori di acqua come sissoko e brighi, che danno certezze e nutrono speranze.
E pazienza se la difesa dell’Inter si è concessa una gita a Cipro o se la Fiorentina spreca un’occasione d’oro contro il Bayern dilapidando quello che aveva costruito prima nell’ultimo quarto d’ora dove ha rischiato addirittura di perdere l’importante era lanciare un segnale all’Europa e Juve e Roma in questo senso sono state puntuali.
Anche senza soldi, l’identità del calcio italiano è sempre solida e che qualcuno ci chiami pure catenacciari,
siamo abituati alle chicchere di chi perde contro di noi.

Articolo di Lallo
A cura del Gruppo Giornalistico di ScudettoWeb

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