La legge del taglione

Se saltelli muore Balotelli.
Questo è il coro, allucinante, che un intero stadio ha portato alla ribalta delle recenti cronache calcistiche.
Calcistiche per modo di dire ma tant’è e mi sembra inutile girarci intorno: in Italia abbiamo un grave vuoto di valori e di cultura.
Che Mario Balotelli abbia una personalità forte con atteggiamenti arroganti direttamente proporzionali al suo talento è evidente così com’è ipotizzabile che la sua crescita non sia stata normale come quella dei suoi coetanei. Ecco i suoi coetanei se analiziamo i fatti di cronaca odierni notiamo che atteggiamenti fuori delle regole e delle leggi stanno diventando sempre più frequenti ed allargando l’orizzonte si nota che la mancanza di rispetto delle regole è collettiva. Se oggi un giovane italiano, quindi, si sente legittimato a non rispettare le regole comuni figuriamoci se questo giovane è un personaggio pubblico con un conto in banca non indifferente. Quello che preoccupa è che tali atteggiamenti non siano isolati e stigmatizzati da chi di dovere: famiglia, società, istituzioni.
Invece tutto tace e l’unica conseguenza è che a fronte degli atteggiamenti insolenti di Balotelli, l’altra sera un intero stadio si è sentito in diritto di apostrofarlo con i soliti, beceri insulti razzisti e non sentendosi soddisfatto augurandosene la morte.
Perdiamo valori ma riscopriamo antiche tradizioni: si sta ripristinando, infatti, l’antica legge del taglione: occhio per occhio, dente per dente.
Continuiamo così, facciamoci del male.

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Articolo di Lallo
A Cura del Gruppo Giornalistico di ScudettoWeb

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