L’umile e l’arrogante

Doveva essere la giornata dei big match, ben tre in un colpo solo, quella della svolta, quella delle conferme, quella della rinascita.
E l’ottava di campionato ha mantenuto tutte le premesse di spettacolo, goal e polemiche tipiche del campionato italiano.
L’antipasto del sabato era già stato di suo appetitoso e ricco di spunti: lo scialbo pareggio della Juventus con la Fiorentina nella partita in cui la squadra bianconera doveva dimostrare di essere la vera antagonista dell’Inter ha lasciato più dubbi che certezze e i torinesi non sono sembrati ancora di grado di poter competere con i campioni d’Italia in carica (basti pensare che lo spunto più divertente di cronaca è stato la maglietta indossata da alcuni tifosi viola con scritto Settussè Gobbo Dillo).
L’Inter dal canto suo ha dato un’impressionante prova di forza e superiorità in casa del Genoa, che in questo e nel passato campionato non aveva fatto sconti a nessuno, battendo tutte le varie pretendenti al titolo.
E’ toccato a Milan e Roma recitare la parte del dessert domenica sera, ma il dolce ha avuto un sapore amarissimo per i giallorossi che pur dopo un primo tempo in cui avrebbero potuto chiudere la partita in più occasioni (con un Milan mal messo in campo, lento e prevedibile) sono stati beffati dalla squadra rossonera grazie ad un rigore molto dubbio (ed usiamo un eufemismo) assegnato per un presunto fallo di Burdisso su Nesta che ha avuto il potere di innervosire i romanisti e galvanizzare i milanisti.
Rosetti ha completato il suo arbitraggio scadente espellendo Ambrosini per doppia ammonizione per un fallo veniale quasi a voler compensare parzialmente l’errore commesso in occasione del penalty.
Per chiudere segnaliamo un bel momento di cronaca (purtroppo sempre più rari nel calcio) da Genova dove i tifosi di casa hanno applaudito la loro squadra malgrado la sconfitta per 0-5.
Lippi si starà chiedendo per quale motivo lui viene fischiato per una quasi sconfitta che non ha valore per la classifica e per il fatto di non convocare Cassano mentre invece i ragazzi di Gasperini riscuotono approvazioni anche nelle sconfitte?
La risposta è facile: il Genoa gioca bene ed il suo allenatore ha sempre dimostrato di essere modesto, pacato e di esprimersi sempre con toni da gentiluomo e mai sopra la righe, l’allenatore della nazionale è invece tutto il contrario spocchioso, arrogante e presuntuoso, crede che il solo fatto di essere campione del mondo lo metta su un piedistallo dal quale non può scendere e non può essere giudicato, nemmeno se non convoca il miglior giocatore italiano (Cassano) preferendogli attaccanti tecnicamente non dotati (per essere gentili) come Iaquinta o inutili come Pepe.
Un po’ di umiltà non farebbe male.

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Articolo di Mike75
A Cura del Gruppo Giornalistico di ScudettoWeb

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