Sassolini estivi

Siamo nel vivo del calciomercato e tutte le squadre sono già in ritiro alla ricerca della condizione migliore per un inizio di stagione alla grande.
Un clima abbastanza sereno tutto sommato, anche se per ora mancano i grandi colpi di mercato che potrebbero stravolgere i valori (almeno sulla carta) delle squadre, in un clima complessivamente sereno ci sono personaggi però che preferiscono togliersi sassolini, ma andiamo con ordine.
Nei giorni scorsi è stato interessate, seppure forse eccessivo il botta-risposta tra Del Neri e Del Piero. L’allenatore di Aquileia diceva che il capitano bianconero e Diego non erano adatti a giocare assieme, puntuale la risposta del capitano a dire che nel calcio tutto è possibile, una risposta forse un po’ stizzita ai cronisti dove si evidenzia probabilmente che l’allenatore si dimentica che il giocatore in questione ha fatto la storia della società bianconera (una delle poche bandiere ancora rimaste), mentre il giocatore, anche se capitano, si è forse dimenticato che lui è solo un giocatore e che l’allenatore ha diritto di schierare chi ritiene giusto, nel ruolo giusto.
Altro sassolino se l’è tolto Totti dichiarando che, dopo l’episodio di fine stagione con Balotelli, aveva pensato di dire addio al calcio, un addio dovuto anche all’età ormai matura e agli infortuni che spesso lo colpiscono. Un sassolino lanciato anche contro i detrattori padani, che spesso trattano i romani o più in generale i centro-meridionali come "non degni" di giocare o più in generale vengono giudicati per i loro modi di fare, più per preconcetto che per  una motivazione vera e propria.
Ennesimo sassolino se l’è tolto la tifoseria rossonera, nel giorno in cui il presidente è andato in visita a Milanello per presentare la squadra. I tifosi, a ben ragione, hanno manifestato il proprio dissenso nei confronti della società e della dirigenza rea, da un po’ di anni a questa parte, di non investire in giocatori giovani di qualità o nei veri e propri big.
Secca la replica del presidente Berlusconi che ricorda che in 25 anni di gestione la sua famiglia ha speso oltre 1 miliardo e cento milioni per il Milan. Certo questo gli fa onore, ma come lui stesso sa e ha dimostrato più volte, il passato è passato. Il presente ed il futuro sono quelli che contano e se la rosa non si rinnova perchè "i rubinetti" delle finanze sono chiusi, evidentemente i tifosi hanno ragione a protestare. Certo i soldi non sono loro, ma il milan per DNA non è mai stato così inerme sul mercato come sta avvenendo da qualche stagione, evidentemente le priorità per il presidente del milan sono altre e non prioritariamente quelle calcistiche.
Gli ultimi due sassolini ci giungono dal ciclismo e dal motociclismo: un sassolino l’ha lanciato infatti Alberto Contador, approffitando di una rottura di catena di Andy Schleck è riuscito ad ottenere lunedì scorso la maglia gialla al Tour de France. Una carenza di Fair Play sottolineata anche dal corridore lussemburghese. I due si sono poi rappacificati (sembra che Contador non si fosse accorto del problema meccanico). Un sassolino lanciato da Contador nei confronti di tutti quelli che lo davano in difficoltà quest’anno. Certo si poteva fare con più stile, ma intanto un segnale è stato lanciato.
Come dicevamo l’ultimo sassolino viene dal mondo del motociclismo: strabiliante il rientro di Valentino Rossi dopo 40 giorni dall’incidente del Mugello, una gara all’ultimo sangue dove si è giocato il podio fino all’ultima curva, con un passo di gara degno del vincitore, e stabilendo anche un paio di giri record. Insomma un vero e proprio macigno lanciato dal "Dottore"  verso chi pensava ci volessero due-tre gare per ritrovare la forma migliore e soprattutto verso chi aveva pronosticato un rientro in pista dopo 3-4 mesi dall’incidente.

E’ estate il clima è torrido, il mondo sportivo (soprattutto pallonaro) si sta godendo la siesta, ma come abbiamo potuto notare sfizi e sassolini volano come se niente fosse…

Articolo di Kaiserniky
A Cura del Gruppo Giornalistico di ScudettoWeb

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