Tracollo azzurro

Chiusa la fase a gironi del mondiale, sta per iniziare la fase saliente, quella ad eliminazione diretta.
Finora è stato un mondiale del tutto particolare e inaspettato. Quanti alla vigilia avrebbero mai detto che a questa fase non sarebbero approdate le due finaliste di Germania 2006, quanti avrebbero pronosticato una sola squadra africana agli ottavi e per di più il Ghana, e non il SudAfrica padrone di casa?
Mondiale ancora tutto da vivere, ahinoi senza gli azzurri detentori del titolo.
Artefici del proprio destino più per colpa propria che per bravura degli avversari.
Eh si, perchè se alla mancanza di nuovi giovani talenti emergenti che i vivai non sono più in grado di sfornare, perche la qualità dei giovani non è ancora al livello dei veterani, se ci aggiungiamo scelte tecniche quantomeno discutibili e ci aggiungiamo la mancanza di carattere, freschezza e lucidità avremo il perchè del tracollo azzurro.
Cambia il C.T, non ci sarà più Lippi, arriverà Prandelli, ma i dirigenti federali rimarranno ai loro posti come se il colpevole unico fosse solo viareggino.
E’ il calcio italiano che si deve rinnovare dando più spazi ai giovani e attingendo di meno dai campionati esteri. Ma si sa il calcio soprattutto in Italia è un grande business, tutti badano ai propri interessi e non ci si cura mai della collettività.
I titosi poi, perdono di lucidità e razionalità quando la Nazionale perde o fa magre figure. In Italia, con la Nazionale, sono tutti allenatori.
A consolarci seppure parzialmente è l’uscita con un punto in meno dei cugini d’oltralpe che quest’anno sono letteralmente implosi quasi ricordando l’Inter dei tempi che furono, quella disorganizzata e ribelle di meno di una decina di anni fa. Magra consolazione se si pensa a quello che è stato fatto a questo mondiale e a quello che si poteva fare.
E ora guardiamoci il mondiale da spettatori, sia chiaro, cercando di capire come crescere ispirandoci magari al modo di giocare della Spagna, alla potenza Olandese e al crescendo Statunitense non rinunciando ovviamente alla fantasia argentina e alla spensieratezza brasiliana con l’aggressività e la devozione tipica giapponese.
Insomma tutto può ancora accadere in questo mondiale, cerchiamo di riporre un po’ di fiducia nel futuro sapendo bene che sarà possibile  solo migliorare da qui in avanti.

Articolo di Kaiserniky
A Cura del Gruppo Giornalistico di ScudettoWeb

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