Una coppa REALe!!!


Real Madrid Campione d'Europa
(Foto: Repubblica.it)

Emozioni, colpi di scenda, delusioni, sorprese… Nulla è mancato nella finale di Milano di questa Champions League 2015-2016.
Ad affrontarsi, nella “Scala del Calcio”, da una parte il Real Madrid di Cristiano Ronaldo, guidato da Zinedine Zidane, dall’altra l’Atletico Madrid di Ferando Torres con in panchina “il Cholo” Simeone.
Una partita che vale una stagione, che può permettere ai Blancos di entrare nella storia con l’Undicesima Coppa dalla Grandi orecchie, ed ai “Colchoneros” di vendicare la finale di Lisbona e portare a casa questo trofeo che manca nella loro bacheca.
Il primo tempo è in gran parte all’insegna della prepotenza del Real, che costruisce molto, padrone del campo e già nei primi minuti un provvidenziale Oblak mette un piede a salvare il risultato. Nulla può il portiere dell’Atletico Madrid al 15° Minuto quando il capitano del Real, Sergio Ramos, in leggero fuori gioco finalizza una splendida punizione battuta da Tony Kroos e prolungata da mister 100milioni “Garaeth Bale”.
Ma l’Atletico non si scoraggia. Il Real comincia a lasciare spazi e manovra agli avversari, che iniziano a venire fuori verso la fine del primo tempo. La sensazione è che il Real possa dettare il brutto ed il cattivo tempo e conceda il campo agli avversari, più per buonismo che per reale stanchezza.
Si torna in campo per il secondo tempo. Pronti, via. Atterramento in area di rigore, di Pepe.
L’arbitro fischia. Rigore per l’Altetico. Si incarica della battuta Griezmann. Traversa piena e palla che rientra in campo.
Ma l’Atletico non si lascia scoraggiare. Simeone incita i tifosi. Si alternano i cambi di fronte. Il Real va vicinissimo al raddoppio, con Cristiano Ronaldo che sbaglia un’occasione clamorosa. Errore fatale quello del portoghese perchè sugli sviluppi dell’azione, va a pareggiare al 79°, il da poco entrato Carrasco.
La fatica comincia a farsi sentire. Si arriva ai supplementari, occasioni nitide non si presentano, il gioco si rallenta per paura e per stanchezza.
Giungono quindi i rigori. Decisivo il palo di Juanfran e l’ultima fatale rete di CR7.
Trofeo al Real Madrid. Una vittoria di testa e di gambe. Vince la squadra che ha dimostrato più esperienza e razionalità.
Prestazione magistrale di Sergio Ramos e di Marcelo, che si dimostrano due dei giocatori al momento più forti nel loro ruolo. Irritante la prestazione di Pepe, lotta e combatte, fa buoni interventi, ma trova qualsiasi pretesto per simulare aggressioni fisiche ai suoi danni sperando che l’arbitro ci caschi.
Capitolo a parte meritano le prestazioni di Cristiano Ronaldo e di Carrasco.
Il portoghese è un fantasma per ampi tratti della partita, tocca pochi palloni. Sciupa un’occasione incredibile per eccesso di leziosità, ma mette a segno il rigore decisivo. Uomo simbolo di questo Real. Grandi doti tecniche, indubbiamente, ma queste doti ieri sera si sono viste molto poco. La freddezza nel momento clou a concesso a lui e ai blancos di raggiungere il “tetto d’Europa”.
Al contrario la prestazione di Carrasco è più che positiva. Probabilmente in pochi se lo sarebbero immaginato alla vigilia. Cambio azzeccato da parte di Simeone, è lui a dare la svolta alla partita dell’Atletico, recupera palloni, crea scompiglio nell’area avversaria, mette in crisi ripetutamente sulla fascia Danilo.
Il Real ha vinto. Con merito, razionalità, grinta.
L’Atletico non ha demeritato ed anzi, anche i “colchoneros” avrebbero meritato il prestigioso trofeo, per il cuore, l’organizzazione di gioco, la tenacia. Certo, non avranno “mostri” di classe e bravura, ma l’orchestra funziona e alla grande e Simeone si è rivelato un ottimo direttore.
Ha vinto la squadra più blasonata, più individualista e più esperta, ma dopo una finale così, siamo sicuri che l’Atletico avrà fatto tesoro dei punti di forza avversari e potrà assimilarli facendoli suoi per poter ulteriormente migliorarsi e riprovare a raggiungere un obiettivo che ormai sembra un tabù.
Certo, se altrettanto imparassero le squadre italiane non sarebbe male… Ma magari, chissà, con l’Europeo alle porta qualcosa è cambiato o potrebbe cambiare…

 
Articolo di Kaiserniky
A Cura del Gruppo Giornalistico di ScudettoWeb

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