Vecchie illusioni e nuovi scandali

Da qualche giorno nel mondo del calcio italico c'è fermento e rammarico.
Era già capitato nel 1980 e nel 1986 e all'epoca fecero grande scalpore (tanto che il primo scandalo fu anche l'incipit che diede il via al riscatto azzurro nei mondiali spagnoli).
Poi, scandali più recenti: su l'uso o meno di doping da parte di certe società, sporadicamente altre partite sotto esame per presunti "biscotti" o per nuove scommesse, ma soprattutto lo scandalo Calciopoli nel 2006.
Questo nel nostro Paese, altri scandali arbitrali ci sono stati anche in Germania e Polonia e come non citare la recente discussa assegnazione dei mondiali 2020 al Qatar che lascia più di qualche perplessità.
Ora ci risiamo, nomi illustri e anche dal glorioso passato stanno emergendo.
Sorvoliamo sulle questioni legali e giudiziarie e ribadiamo che comunque finchè una sentenza non passa in giudicato, un soggetto (persona o società che sia) è da considerarsi innocente.
Ciò su cui sarebbe il caso di riflettere è però la questione etica e morale.
Che nel calcio circolino troppi soldi è cosa nota e risaputa.
Qualcuno potrebbe obiettare che negli anni '80 ne circolavano sicuramente di meno e gli scandali ci sono stati ugualmente.
Vero, ma è altrettanto vero che un sistema sportivo incentrato sui soldi, sul potere delle televisioni, e in alcuni casi sul poco carisma delle società che cedono ai ricatti di certi "pseuso-tifosi", oggi come allora è sicuramente distante dai principi decubertiani, quei principi che si dovrebbe cercare di insegnare agli sportivi sin dalla tenera età: correttezza nel gioco, rispetto per l'avversario, rispetto per i tifosi (che vengono ad assistere e ad incitare), lealtà, e soprattutto l'importante è partecipare.
Ora, il calcio è uno sport di squadra che muove milioni di euro ogni anno.
E' una logica conseguenza che il singolo possa farsi prendere dalla cupidigia del successo facile.
Bisognerebbe che ci fossero maggiore responsabilità e razionalità di tutto il movimento.
Ci dovrebbe essere maggiore consapevolezza della fortuna avuta dai personaggi coinvolti (oggi, come 30 anni fa) del fatto che loro guadagnino milioni di euro, divertendosi, correndo dietro ad un pallone… alla faccia della crisi e di chi lavora per ore, venendo sfruttato e sottopagato.
Se poi verrà confermato che i campionati incriminati sono stati effettivamente "manomessi" vuol dire che anche quella spensieratezza del tifoso più leale, e forse anche più ingenuo, ha la legittimità per venire meno magari abbandonando lo stadio, la squadra e ponendo fino a quell'illusione che potrebbe essere paragonabile a quando si è bambini: all'esistenza o meno di Babbo Natale.
E se tutti i tifosi smettessero di illudersi (e di andare allo stadio) probabilmente si avrebbe la fine di tutto il "carrozzone".
Forse un'utopia, certo, e forse episodi simili ci sono sempre stati, ma non è un buon motivo per farli continuare.

Nel frattempo Blatter è stato riconfermato presidente della Fifa.
Certamente un presidente non simpatico agli italiani (ricordiamo che ai mondiali sudafricani fece riconsegnare la Coppa del Mondo dal capitano francese anzichè da quello italiano, campione in carica) ma sotto la cui direzione le finanze della Fifa sono sempre state solide e compatte.
Un bene per la stabilità del sistema, un male se si pensa alla perdita di valori di questo sport.
Ci voleva un rinnovamento totale ma non è arrivato.

Vedremo se questo nuovo scandalo o questa rielezione porteranno a qualcosa di nuovo e migliore, ma se si tornasse a considerare vecchi e sani principi, sarebbe già un piccolo passo avanti.

Articolo di Kaiserniky
A Cura del Gruppo Giornalistico di ScudettoWeb

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