Viaggio senza ritorno

Prima che uno venga portato a una situazione che può diventare ancora più infelice, è meglio darci un taglio definitivo: queste parole le aveva dette sei anni fa Robert Enke, queste parole oggi sembrano un triste e macabro presagio.
C’è un momento nella vita di ogni uomo che può durare un giorno, un anno, un’eternità in cui si tocca il fondo, in cui sembra non ci sia più ritorno, non si possa più risalire e se non si trova una motivazione, una spinta, una ragione che ti dia la forza per ricominciare, allora è proprio finita.
Robert Enke quella ragione non l’ha trovata, Robert Enke quella ragione l’ha persa nel 2006 quando la sua figlioletta di appena due anni lo ha lasciato per colpa di una grave malformazione cardiaca e non l’ha più ritrovata.
Si era buttato nel lavoro, in ciò che rappresentava lo scopo residuo della sua vita, vincere qualcosa di importante per lei, vincere qualcosa di importante per sé stesso, per non sentirsi un fallito, per scacciare il dilaniante dolore che rappresenta la perdita di un figlio.
Enke ci aveva provato davvero ed era arrivato in nazionale, aveva deciso con sua moglie di adottare una bambina che potesse ricevere tutto l’amore che aveva ancora da dare, ma la depressione è un brutto male, difficile da debellare, un male che rimane nascosto in un angolo, senza farsi vedere, ma pronto ad esplodere alla prima circostanza negativa.
E così Robert Enke aveva contratto un’infezione batterica che lo aveva tenuto a lungo lontano dai campi di gioco e lui, che una volta era riuscito in qualche modo a ritornare a galla, non ce l’aveva fatta di nuovo, anche se stava guarendo dall’infezione, perché la sua mente era convinta che ora avrebbe perso anche il calcio, avrebbe perso la sua partita con la depressione e gli avrebbero portato via anche la figlia adottiva.
Per questo Robert Enke ha deciso di andarsene, ha scritto una lettera d’addio ed ha preso il primo treno che passava per un viaggio senza ritorno.
Addio Robert.

Articolo di Mike75
A Cura del Gruppo Giornalistico di ScudettoWeb

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