Tokyo 2020: bilanci e auspici di fine olimpiade

Si chiude la 32^ edizione dei Giochi Olimpici. Mai come in questo periodo così desiderati, agognati e sudati. Ci voleva un po’ di sano sport per distrarsi, per pensare ad altro, per pensare a come questo periodo pandemico (non ancora terminato), sia un qualcosa che abbia accomunato tutti i Paesi del Mondo.
Ci voleva tanto sano sport per ricordare valori sempre profondi ma spesso dimenticati in questo mondo eternamene frenetico, come l’amicizia, il senso di squadra, il senso di appartenenza, il rispetto per l’avversario.
E così abbiamo assistito ad una festa durata 16 giorni durante i quali gli atleti di tutto il mondo hanno cercato di raggiungere l’obiettivo massimo a cui tutti, sin da bambini, cercano di aspirare. E l’Italia, questa volta, lo ha fatto in grande stile, mettendo a segno il record di medaglie vinte (ben 40), in un’edizione, lo fa con successi tanto clamorosi quanto inaspettati (pensiamo a Jacobs nei 100metri o alla staffetta 4×100, a Tamberi nel salto in alto, Busà nel Karate etc…). Soddisfazioni ed emozioni che hanno allietato un intero Paese in un clima di competizione ma reciproco rispetto. Sensazioni positive che fanno il bene delle varie discipline ed evidenziano per l’ennesima volta il gap che c’è con quello che, a torto, viene definito lo “sport maggiore” (il calcio), dove da anni, se non decenni, i troppi interessi economici in ballo hanno stravolto uno sport che nasceva con i più nobili intenti.
Ora si guaderà a Parigi 2024 con fiducia per il futuro delle varie federazioni, memori che le giornate appena trascorse rimarranno storiche, ma potranno comunque essere allietate da nuovi ulteriori importanti traguardi.

Articolo di Kaiserniky
A Cura del Gruppo Giornalistico di ScudettoWeb

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