Il riscatto rosso


Liverpool Campione d'Europa
(Foto: Repubblica.it)

Dall’inferno al paradiso.
Era il 26 maggio 2018 ed Liverpool veniva sconfitto in maniera tragicomica dal Real Madrid.
Dopo appena dodici mesi è giunto il riscatto per i Reds. Sesta Champions League.
Una partita non spettacolare che dopo appena 25 secondi sembrava già scritta. Fallo di mano in area di rigore e Salah dal dischetto non sbaglia. Questa volta nessun infortunio per l’egiziano che si dimostra, ad ulteriore conferma semmai ce ne fosse bisogno, la punta di diamante dell’attacco rosso.
Poi le squadre ci provano, pensano più alla concretezza che al bel gioco. Il Tottenham ci prova con il cuore dimostrando grande carattere, ma non basta ed anzi a pochi minuti dal termine arriva il raddoppio del Liverpool che gli consente di alzare per la sesta volta la Coppa dalle grandi orecchie.
Un successo meritato, per nulla scontato alla vigilia della manifestazione.
Molte sono state le vittime illustri di questo torneo pensiamo a Real Madrid, Barcellona, Bayern Monaco, Paris Saint Germain…una carneficina che alla fine ha premiato chi è stato più costante sia come qualità di gioco che come concretezza di risultati.
Spiace per la Juvenuts.
Con l’acquisto di Cristiano Ronaldo, il 2019 doveva essere l’anno fatidico per un assalto all’ambito trofeo europeo. E anche quest’anno sarà per l’anno prossimo.
Spiace per il Napoli che anche quest’anno ha lasciato la manifestazione europea anzitempo.
Certo è che nelle finali di Europa League e Champions League ad arrivare in fondo sono state le squadre inglesi con buona pace di quelli che hanno votato a favore della Brexit.
Purtroppo il nostro calcio sta vivendo anni non facili.
Dopo essere sprofondati con l’ormai mancata qualificazione ai mondiali di Russia 2018, forse qualcosina si sta muovendo e nuove leve stanno crescendo, pensiamo ai vari Zaniolo, Chiesa, Kean, Cutrone, Mandragora, Perin. Sono tanti i giovani sotto il mirino delle grandi squadre ed è forse da loro che bisogna ripartire per far risorgere il nostro calcio.
Un po’ come hanno fatto i Reds ieri sera, un po’ come hanno fatto i Reds nella loro storia.

Articolo di Kaiserniky
A Cura del Gruppo Giornalistico di ScudettoWeb

Buon 2019!

E così anche il 2018 si è concluso.
Un anno nel quale il mondo calcistico ne ha vissute di tutti i colori: la scomparsa di Astori, l’ennesimo scudetto della Juventus, il lento ed auspicato risorgere della Nazionale, ma senza dimenticare il rinnovamento delle milanesi
Al momento a tenere testa ai bianconeri sembrano esserci solo Napoli e Inter, che comunque sembrano rimanere “sulla carta” sfavorite per la vittoria finale rispetto ai bianconeri.
Difficile fare previsioni adesso su come sarà la seconda metà della stagione, ciò che pare scontato è che rispetto agli ultimi anni sarà un campionato più combattuto, soprattutto per la corsa all’Europa e alla salvezza.
Stiamo a vedere cosa succederà, ma i presupposti per un 2019 ricco di colpi di scena e sorprese positive ci sono tutti.

Inizia l’anno nuovo, e le aspettative per il 2019 sono alte per tutti: giocatori, allenatori, società, tifosi, ma anche fantaallenatori, manager e forumisti scudettiani di vecchia data.
Purtroppo son siamo in grado di dirvi, al momento, se e quando ScudettoWeb tornerà, ma la speranza che il 2019 ci riporti il nostro leggendario SW, c’è sempre.
Forse siamo ingenui, forse poveri illusi, ma ciò che ci fa nutrire fiducia è che la vecchia e storica community è tutt’altro che assente e non attende altro.
Rimane sulla porta ad attendere fiduciosa pronta a tornare all’assalto qualora ScudettoWeb dovesse tornare operativo.
Legami solidi (si vedano gli annuali raduni) come quelli che si sono creati nel corso degli anni della storia scudettiana sono tutt’altro che svaniti.
Lasciateci quindi sperare che almeno questo piccolo desiderio possa realizzarsi nell’anno nuovo.


Buon 2019 a tutti!

Articolo di Kaiserniky
A Cura del Gruppo Giornalistico di ScudettoWeb

Arrivare secondi ma essere primi

Ci avevamo sperato fino all’ultimo ma il sogno si è infranto sul più bello ad un passo dal traguardo.
Purtroppo la nazionale femminile di volley non è riuscita a portare a casa quell’oro del campionato del mondo che manca dal 2002.
C’è da dire che a testa china e comunque consapevoli delle proprie forze, le ragazze sono riuscite ad arrivare ad una finale che alla vigilia del torneo sembrava un obiettivo utopistico.
C’è anche da dire che mano a mano che disputavano partite le nostre pallavoliste hanno dimostrato grinta, caparbietà, un grande spirito di squadra e partita dopo partita consolidavano la loro consapevolezza nei propri mezzi.
Ci hanno fatto sognare. Ci hanno fatto sperare.
Con loro abbiamo esultato ad ogni punto conquistato, ad ogni set vinto. Ma alla fine la grande vittoria non è arrivata.
A dire il vero questo argento vale oro e può essere un buon punto di partenza.
Le ragazze sono giovani e ci sono veri e propri talenti nel gruppo.
Il secondo posto di questo torneo non è un punto di arrivo, ma sarà probabilmente il punto da cui dovrà ripartire questa generazione. Una generazione, o un movimento (quello pallavolistico) che troppo spesso vive nell’ombra, probabilmente perchè il denaro che circola intorno a questo sport è nettamente minore rispetto al mondo calcistico.
Forse è vero, calcio e pallavolo sono sport completamente diversi: come gesti tecnici, ma anche come risonanza, come business. Ma ciò che li unisce, come ogni sport, è la passione che viene messa in campo da chi li pratica sin dalla tenera età.
Nel calcio spesso l’aspetto venale prevale troppe volte, sopratutto a certi livelli, su quella che è la valenza sociale e culturale. Lo sport dovrebbe unire, insegnare certi valori quali la lealtà, la sportività, lo spirito di aggregazione, la voglia di migliorarsi sempre, il lavorare sodo per raggiungere certi risultati. Ma spesso il dio denaro offusca ed inquina i sani valori.
Non è un concetto nuovo, ma chi vi scrive è convinto che con meno denaro in circolo probabilmente anche il calcio e le nuove generazioni recupererebbero quei principi che negli ultimi anni si stanno perdendo (e recuperando tali valori probabilmente assisteremmo alla nascita di nuovi talenti italici).
Principi che forse non hanno mai persi quelli che vengono considerati “sport minori”.
Chi pratica questi sport, infatti, con meno denaro, lavora per passione, con cuore e determinazione e a volte risultati importati vengono raggiunti, altre volte sfiorati, dimostrando nell’arco di un intero torneo il proprio assoluto valore.
Di questo bisogna assolutamente ringraziare le nostre azzurre. Di questo dovrebbero prendere atto gli sportivi ben più pagati che spesso e volentieri si comportano da “prime donne”.
Saremo banali, ma il denaro non è tutto nella vita. E’ vero che aiuta, ma spesso nello sport può essere causa di rovina.
Serbia-Italia può essere un punto di partenza per il nuovo ciclo della nazionale azzurra di volley, ma dovrebbe essere anche punto di partenza per molti altri sportivi che dovrebbero riflettere su quello che fanno, su come lo fanno e sul perchè lo fanno. Le ragazze dovrebbero essere un esempio e quello che hanno fatto in Giappone dovrebbe essere un invito a ritrovare quei valori e quei principi che il mondo sportivo attuale (a certi livelli) troppo spesso perde.
Grazie ragazze, grazie azzurre. Siete arrivate seconde nel torneo, ma prime come sportive

Articolo di Kaiserniky
A Cura del Gruppo Giornalistico di ScudettoWeb

Settembre è periodo di rinascite e di speranze

Cari lettori,
E’ ripreso il campionato ed è iniziata la Nations League.
E’ troppo presto ora per fare bilanci, ma in campionato partiva avvantaggiata la Juventus che con una punta di diamante come Cristiano Ronaldo ha dato ulteriore lustro alla propria rosa. Le rivali non sono rimaste a guardare e hanno cercato di correre ai ripari. C’è anche da dire che come ogni giocatore anche CR7 ha necessità di capire i nuovi meccanismi di gioco e al momento deve ancora andare a segno. Anche senza i suoi gol la Juventus però vince, forse perchè gli avversari vedono, giustamente, CR7 come pericolo pubblico numero uno, dimenticandosi che i bianconeri hanno numerose altre risorse pericolose. E così i bianconeri hanno iniziato bene il campionato, soffrendo in alcune occasioni, ma comunque vincendo. Le rivali cercano di tenere il passo, ogni tanto con qualche capitombolo (pensiamo al Napoli o all’Inter), ma lo ribadiamo è ancora troppo presto per fare bilanci.
E’ iniziata da poco anche la Nations League, un nuovo torneo finalizzato a rendere più appetitose le partite delle nazionali. Al di là del torneo in sè, questa competizione è da considerare un punto di partenza per gli azzurri per cercare di iniziare un percorso finalizzato a ritrovare la “diritta via” che negli ultimi anni si era smarrita, tanto da non farci sognare a Russia 2018. I talenti buoni italici ci sono, si tratta solo di dar loro opportunità in campionato, per farli crescere. Non sarà un compito semplice quello del CT Mancini, ma dopo la batosta con la Svezia, forse il movimento ha preso consapevolezza della situazione critica del nostro calcio.
Staremo a vedere cosa succederà.
Noi da inguaribili ottimisti stiamo alla finestra a vedere come si evolverà il nostro calcio. Aspettiamo anche un ritorno di ScudettoWeb, ma le fonti ufficiose al momento lasciano presagire tempi ancora piuttosto lunghi. La community, o meglio, lo zoccolo duro del forum, non perde la speranza e sappiamo che si è organizzata in altri lidi pur di non perdere i contatti tra i membri, pronti a ritornare alla riscossa appena SW tornerà a nuova vita. Giorni? Mesi? Anni? difficile dirlo, ma sappiamo che la passione era unica, e lo è ancora.
Ovviamente continueremo ad aggiornarvi sulle varie iniziative della community, sull’evolversi del calcio nostrano ed estero e soprattutto vi avvertiremo in caso di graditi ritorni.
Rimanete sintonizzati e anche voi, come noi, non perdete la speranza.

Articolo di Kaiserniky
A Cura del Gruppo Giornalistico di ScudettoWeb

Francia sul tetto del mondo


Francia Campione del Mondo
(Foto: Repubblica.it)

Meritata vittoria della Francia a questi mondiali.
4 a 2. Nulla da dire. I Bleus hanno meritato questo successo.
I transalpini erano sicuramente tra i favoriti alla vigilia di questo torneo e sono riusciti nell’impresa di vincere un torneo che ha visto cadere una dopo l’altra, come tessere di un domino: Germania, Argentina, Brasile, Spagna, Inghilterra, squadra storicamente ostiche e ben quotate.
Poca cosa ha potuto fare la Croazia che ha retto fino alla fine del primo tempo di questa finale.
Menzione d’onore per Luka Modric unico big (escludendo i francesi) a trascinare la propria nazionale verso la finale, obiettivo largamente mancato da campioni del calibro di Messi, Cristiano Ronaldo e Neymar che si sono sciolti come neve al sole, per inconsistenza propria e/o della propria squadra.
E’ stata una bella finale, giocata a viso aperto da entrambe le squadre.
Si è visto ampiamente il gioco corale dei croati che però ha dovuto piegarsi ai guizzi dei singoli, con un Griezmann determinante ed un Mbappè a dar sfoggio della propria velocità.
Ma i croati non hanno nulla da rimproverarsi hanno fatto un ottimo torneo a discapito di quelli che ritenevano che sarebbero usciti molto prima, forse vittime della loro aggressività e della poca lucidità spesse volte dimostrata in passato.
Questo torneo è stato per la nazionale croata il coronamento di un percorso che fungerà sicuramente da punto di partenza per un ciclo. Russia 2018 ha probabilmente dato loro maggiore consapevolezza dei propri mezzi e sicuramente la nazionale balcana la sfrutterà come trampolino per le prossime competizioni internazionali.
Meritato il successo transalpino che hanno trovato in Mbappè un papabile erede di Messi e Cristiano Ronaldo al prossimo pallone d’oro e a quelli successivi.
Ai francesi spetterà ora l’onere di rompere la cabala che vede chi si laurea campione del mondo, uscire con magre figure all’edizione successiva.
L’Italia, complice la disfatta con la Svezia è rimasta a guardare.
La situazione del nostro calcio potrebbe però presto cambiare.
L’arrivo di Cristiano Ronaldo a Torino può essere visto come un cambio di vento per il calcio italico. L’arrivo di un top player di questa portata potrebbe essere l’abbrivio per vederne arrivare altri o magari, per incentivare i giovani talenti del nostro paese a far sempre meglio consci che il nostro campionato non ha perso fascino.
Insomma staremo a vedere cosa ci riserverà il futuro.
Il dato di fatto è uno solo: Francia campione del mondo, meritatamente, con la stella Mbappe che dovrà confermarsi negli anni a venire.


Articolo di Kaiserniky
A Cura del Gruppo Giornalistico di ScudettoWeb