Pubblico, golpe e valori

Ultime giornate di campionato e tutto può ancora accadere.
Inter sempre più lanciata verso lo scudetto e dietro di lei, un assembramento di massa (cosa di per sè vietata, visti i tempi), con Atalanta, Milan, Napoli, Juventus e Lazio a contendersi i posti validi per la Champions. Non ancora sicure, ad oggi, quelle che saranno le retrocessioni, anche se i fanalini di coda sembrano delinearsi sempre di più.
Nel frattempo abbiamo assistito ad un “golpe” fallito con la creazione, e la distruzione dell’arco di 24 ore della Superleague, un progetto elitario, per nulla meritocratico e che se andato in porto avrebbe significativamente cambiato il volto di questo sport, trasformandolo più che altro in uno spettacolo di intrattenimento con buona pace dei nobili principi decoubertiani. Il progetto è morto prima ancora di nascere e nei prossimi giorni/settimane sicuramente assisteremo a strascici polemici/politici conseguenti.
Tutto può ancora succedere sul cmapo, ma speriamo che qualunque cosa sia, possa presto avvenire con la presenza di pubblico sugli spalti.
Vedere il mondo senza pubblico fa capire quanto manchi la carica, l’emozione, l’atmosfera che solo i tifosi sanno dare.
Quei tifosi che pagano il biglietto o l’abbonamento TV che fanno girare il mondo pallonaro. Quegli stessi tifosi che sono riuscuti in qualche maniera a far fallire il colpo di stato del mondo pallonaro.
Non perdiamo i valori, non vendiamo i nostri principi e godiamoci lo sport.

Articolo di Kaiserniky
A Cura del Gruppo Giornalistico di ScudettoWeb

Un anno di Pandemia

Marzo 2020-Marzo 2021. Un anno di pandemia e per ora il malefico virus è ancora sempre presente bello arzillo.
Si profilano tempi duri. La normalità che conoscevamo in epoca pre-covid sembra possa essere sostituita dalla routine che da un anno a questa parte stiamo vivendo con mascherine, gel disinfettanti, distanziamento sociale, e relazioni umane prevalentemente da remoto, che dominano la scena.
Come ben abbiamo visto tutto questo porta ad una serie di ripercussioni economiche, lavorative, ma anche sociali e relazioni, e diciamocelo, anche sportive.
Vedere manifestazioni importanti, anche di carattere internazionale come la Champions League o come i Mondiali di sci di Cortina, senza pubblico è assolutamente esplicativo del periodo che stiamo vivendo e di come anche lo sport che dovrebbe unire negli spiriti, nell’umore, nella passione, ne possa risentire.
Si avvicina un altro periodo di “zone rosse”, bisognerà continuare a stringere i denti, fintanto che il vaccino non sarà somministrato nella misure e nelle dosi indicate, tali per cui si possa arrivare a debellare il temibile agente patogeno.
Nel frattempo lo sport sembra (almeno per ora) non fermarsi e noi continuiamo a seguirlo, tramite il nostro blog e tramite i nostri canali social (ci trovate anche su Mastodon e su Telegram)
Ricordiamo che nella nostra sezione SW Live è possibile seguire tutti i maggiori campionati internazionali del mondo pallonaro.
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E speriamo che si possa tornare al più presto ad una vita “normale e normalmente sana”

Articolo di Kaiserniky
A Cura del Gruppo Giornalistico di ScudettoWeb

Buon 2021!

Volge al termine il 2020 e sta per iniziare il 2021.
E per fortuna, aggiungiamo noi!
Un’annata nefasta, da dimenticare, che a lungo rimarrà impressa nelle menti di tutti.
In questo 2020 ne sono successe di tutti i colori e di cose allegre ne ricordiamo veramente poche.
Abbiamo perso personaggi nel cuore di molti (Kobe Bryan, Maradona, Paolo Rossi, Ezio Bosso, John Peter Sloan, Franca Valeri, Gigi Proietti Ennio Morricone, solo per citare i più illustri).
Abbiamo assistito allo stop del campionato di serie A, come non avveniva dalle due guerre mondiali, e a partite senza pubblico per mesi consecutivi.
Abbiamo visto l’attività produttiva far di necessità virtù e trasferirsi dalle mura aziendali a quelle domestiche, con l’applicazione di telelavoro, lavoro agile e smart working.
Abbiamo visto soggetti pubblici e privati cercare di rispondere all’esigenze di erogazione dei servizi e di produttività cercando di stravolgere la propria struttura organizzativa, laddove molti di loro fino all’anno scorso non consideravano in alcun modo il mondo digitale. Ma abbiamo visto commercianti, artigiani e ristoratori chiudere le serrande con l’incognita, tutt’ora presente, relativa alla possibilità di riaprirle.
Il tutto con uno scenario istituzionale che ha cercato di fare il possibile (o almeno si spera) in questi mesi per sopperire ai gravi problemi emersi. Una linea condivisa o condivisibile su tutti i fronti, non era per nulla semplice da individuare e ad oggi la sensazione è sempre quella che si “navighi (e si sia navigato) a vista”.
Abbiamo vissuto una pandemia, che deve ancora concludersi, e che ha portato l’addio di molte vite. Risulta difficile a memoria trovare un’annata più tragica (conflitti mondiali esclusi).

Ma forse, con il lumicino, qualcosina di positivo lo riusciamo a trovare.
In questi mesi abbiamo capito quanto è importante la libertà, stiamo comprendendo quanto sia importante rispettare le regole. Abbiamo visto come le difficoltà possano rafforzare i caratteri e come possano contribuire ad infondere quel sentimento chiamato solidarietà che trova espressione in comportamenti di reciproco aiuto e di altruismo.
Abbiamo compreso come l’avere rapporti con le persone sia un qualcosa di innato nell’animo umano e che ad un mondo esclusivamente digitale non siamo ancora del tutto pronti.
Insomma è stato un anno da dimenticare per certi versi, ma che ci ha dato modo di imparare e di crescere, tutti, nessuno escluso.
Questa conoscenza, questi sentimenti, queste emozioni devono darci nuova linfa per vivere appieno il 2021 che sta per iniziare e che sicuramente non avrà un’inizio facile (dovendo per forza di cose seguire gli strascichi dell’anno appena che si chiude), ma si spera che i prossimi 12 mesi possano regalarci quanto di bello il 2020 non ci ha portato.

Buon 2021 a tutti!

Articolo di Kaiserniky
A Cura del Gruppo Giornalistico di ScudettoWeb

Da uomo a mito. Ciao Diego

Buongiorno a tutti cari lettori, torniamo a scrivere oggi perchè avevamo necessità di assorbire la notizia e riflettere prima di fare qualche riflessione.
“Mito: Idealizzazione di un evento o personaggio storico che assume, nella coscienza dei posteri o anche dei contemporanei, carattere e proporzione quasi leggendarî, esercitando un forte potere di attrazione sulla fantasia e sul sentimento di un popolo…(Treccani).
Ecco, è passato poco più di una settimana da quando Diego Armando Maradona ci ha lasciato.
Sono passati poco più di 7 giorni da quando uno uomo dalla vita tormentata ma dai piedi “celestiali” è ufficialmente diventato “mito”.
Maradona nella sua vita ne ha combinate di tutti i colori, sia in campo (basta guardare i gol che riusciva a fare), sia fuori (si vedano i vari eccessi che hanno contraddistinto la sua vita extra-sportiva).
Maradona è stato ed è a maggior ragione oggi, un simbolo per un popolo, quello argentino, e per una città, Napoli, a cui ha dato sportivamente e umanamente tanto.
Sempre vicino ai più indigenti, spesso polemico con i poteri forti.
E’ stato uno sportivo, ma sicuramente è stato uno degli “dei” del pallone che hanno fatto la storia di questo sport.
Spesso però i miti ci lasciano nelle circostanze più inaspettate e misteriose, e purtroppo questo è capitato in questo caso.
La polizia argentina sta indagando su quello che è veramente accaduto. Ci sono degli indagati, ci sono dei sospetti, ci sono circostanze da chiarire e le eventuali responsabilità devono essere accertate.
Chi parla di responsabilità del medico, chi parla di morte naturale, chi comunque non dimentica il fisico, spesso messo a dura prova in questi anni.
Purtroppo dopo la morte abbiamo visto che c’è anche chi specula su questo evento: chi si fa i selfie (senza un minimo di contegno) con la salma a fianco, chi, invece, pensa all’eredità.
A volte è il mondo dei media, a volte è l’egoismo umano a mettere dei paraocchi e a non far vedere quello è veramente successo e a non far emergere i sentimenti più nobili dell’essere umano.
Certo, la scomparsa di una persona ha delle implicazioni (umane ma anche di carattere giuridico) e quella di una persona che ha fatto la storia ne ha probabilmente di ulteriori, ma in ogni caso si piange un uomo, in questo caso, un mito, e un minimo di rispetto dovrebbe esserci alla base di tutto.

Ora il mondo piange Diego. Le squadre che in questi giorni sono scese in campo lo hanno fatto ricordandolo con tributi e onori.
Se ne è pianta la dipartita terrena ben sapendo che ora tra gli dei del calcio c’è anche lui.
Ricordiamocelo al primo gol di mano, al primo gol fortunoso, al primo gol importante (per noi o per la nostra squadra), ricordiamocelo quando ci lamentiamo di qualche torto subito e ricordiamoci del comportamento civile e rispettoso che in campo lo stesso Maradona ha sempre dimostrato, come gli avversari hanno sempre riconosciuto.

La Serie A e le Coppe continuano con una perdita umana e sportiva notevole, ma con la consapevolezza di avere potuto assistere in questi anni a qualcosa di unicamente magico che ci ha sicuramente arricchito di fantasia, di sport e di emozione
Ci mancherai Diego.

Articolo di Kaiserniky
A Cura del Gruppo Giornalistico di ScudettoWeb

Il Covid durante la sosta per la nazionale: piccole considerazioni

Sosta di campionato per la nazionale e opportunità per riordinare le idee.
Beh, diciamo che con quanto avvenuto alla vigilia di Juventus-Napoli ce n’era bisogno.
Quello che non lascia ben presagire è l’aumento dei casi di positività al Covid-19 anche tra i calciatori, e neppure lascia ben sperare il DPCM che dovrebbe essere emanato nelle prossime ore/giorni.
Non si comprende bene se questo aumento dei casi sia la famosa “seconda ondata”, o se invece siano gli strascichi conseguenti ai comportamenti “abbastanza lascivi” di questa estate, ma in ogni caso i dati parlano chiaro: le positività stanno aumentando sensibilmente negli ultimi giorni.
L’Italia, però, questa volta, in ogni caso, non potrà permettersi di fermarsi totalmente, come avvenuto a marzo-aprile. Se l’intero Paese si fermasse rischierebbe il collasso con aziende in crisi, lavoratori a rischio, famiglie in gravi difficoltà.
Interessante poi notare come, a fronte delle criticità riscontrate in questi mesi, l’unico mondo che sembra non debba mai fermarsi, sia il mondo pallonaro.
In nessun altro sport praticato nel nostro Paese, i media (ma non solo loro) hanno dato così tanta spinta alla prosecuzione del campionato.
E’ vero, ci sono protocolli di sicurezza decisi dagli organi competenti, ma sembra quasi che i calciatori siano più sicuri dei comuni cittadini o che il calcio sia più sicuro di altri sport (entrambe, cose non necessariamente vere).
La sensazione di fondo è che ci siano in ballo troppi interessi economici e che questi debbano necessariamente prevalere sulla salute dei loro artefici (calciatori, squadre e tifosi) e di riflesso questa situazione potrebbe indurre il cittadino comune a sentirsi libero, tranquillo e a sottovalutare l’effettivo rischio sanitario.
Insomma, se da una parte è piacevole vedere giocare gli azzurri di Mancini, in queste amichevoli e in queste prime partite di Nations League, dall’altra ci si dovrebbe interrogare se tutto ciò, soprattutto per il campionato e per le coppe, abbia senso e se sia correttamente organizzato.
Alcuni potrebbero obiettare che tutta la “questione Covid-19” è una montatura, per distrarci da altre questioni.
Liberissimi di pensarlo, ma i parenti delle vittime non credo siano dello stesso avviso.
Quindi, almeno per loro, un po’ di rispetto: istituzionale (governo), federale (FIGC), personale (da parte di tutti).

Articolo di Kaiserniky
A Cura del Gruppo Giornalistico di ScudettoWeb