Il Covid durante la sosta per la nazionale: piccole considerazioni

Sosta di campionato per la nazionale e opportunità per riordinare le idee.
Beh, diciamo che con quanto avvenuto alla vigilia di Juventus-Napoli ce n’era bisogno.
Quello che non lascia ben presagire è l’aumento dei casi di positività al Covid-19 anche tra i calciatori, e neppure lascia ben sperare il DPCM che dovrebbe essere emanato nelle prossime ore/giorni.
Non si comprende bene se questo aumento dei casi sia la famosa “seconda ondata”, o se invece siano gli strascichi conseguenti ai comportamenti “abbastanza lascivi” di questa estate, ma in ogni caso i dati parlano chiaro: le positività stanno aumentando sensibilmente negli ultimi giorni.
L’Italia, però, questa volta, in ogni caso, non potrà permettersi di fermarsi totalmente, come avvenuto a marzo-aprile. Se l’intero Paese si fermasse rischierebbe il collasso con aziende in crisi, lavoratori a rischio, famiglie in gravi difficoltà.
Interessante poi notare come, a fronte delle criticità riscontrate in questi mesi, l’unico mondo che sembra non debba mai fermarsi, sia il mondo pallonaro.
In nessun altro sport praticato nel nostro Paese, i media (ma non solo loro) hanno dato così tanta spinta alla prosecuzione del campionato.
E’ vero, ci sono protocolli di sicurezza decisi dagli organi competenti, ma sembra quasi che i calciatori siano più sicuri dei comuni cittadini o che il calcio sia più sicuro di altri sport (entrambe, cose non necessariamente vere).
La sensazione di fondo è che ci siano in ballo troppi interessi economici e che questi debbano necessariamente prevalere sulla salute dei loro artefici (calciatori, squadre e tifosi) e di riflesso questa situazione potrebbe indurre il cittadino comune a sentirsi libero, tranquillo e a sottovalutare l’effettivo rischio sanitario.
Insomma, se da una parte è piacevole vedere giocare gli azzurri di Mancini, in queste amichevoli e in queste prime partite di Nations League, dall’altra ci si dovrebbe interrogare se tutto ciò, soprattutto per il campionato e per le coppe, abbia senso e se sia correttamente organizzato.
Alcuni potrebbero obiettare che tutta la “questione Covid-19” è una montatura, per distrarci da altre questioni.
Liberissimi di pensarlo, ma i parenti delle vittime non credo siano dello stesso avviso.
Quindi, almeno per loro, un po’ di rispetto: istituzionale (governo), federale (FIGC), personale (da parte di tutti).

Articolo di Kaiserniky
A Cura del Gruppo Giornalistico di ScudettoWeb

Bavarese in coppa


Bayern Monaco Campione d'Europa
(Foto: Eurosport.it)

Ennesimo successivo bavarense. No, non stiamo parlando dell’omonima crema, ma della finale di Champions andata in scena ieri sera.
I tedeschi si sono dimostrati una squadra solida, compatta, con collettivo e organizzazione quali elementi di forza.
Impotenti, o comunque deludenti sono sembrati i francesi. Mpabbè e Neymar, superpagati (a torto o a ragione) sono sembrati le ombre di loro stessi. Forse la pausa Covid ha inciso su di loro, ma a questi livelli, in queste partite i veri campioni, di solito, emergono.
Coman autore del gol tedesco, vecchia conoscenza del calcio italiano, era probabilmente uno dei giocatori tedeschi meno attesi, ma alla fine lui ha deciso la partita.
La vittoria tedesca assegna al Bayern uno storico triplete che giunge a 7 anni dall’ultima Champions, e dall’ultimo triplete.
In sette anni il Bayern ha fatto una rivoluzione interna, sia di giocatori che di modalità di gioco, senza comunque smettere di vincere (almeno a livello nazionale).
Questa edizione il Bayern la vince da imbattutto (è anche vero, che da i quarti in poi si sono disputate solo partite secche, senza ritorno), segnando 43 reti in 11 partite, una vera macchina da gol.
Ma non è stato Coman l’unico protagonista, ci son state le parate decisive di Neuer, la duttilità di Kimmich e il genio calcistico e la visione di gioco di Thomas Muller.
Successo meritato per quanto dimostrato sul campo, in questa finale, ma anche nelle partite precedenti.
Il PSG dovrà a questo punto capire cosa ha sbagliato: forse l’approcio alla gara, forse la poca carica dei giocatori più rappresentativi, o forse l’aver pensato che una squadra vincente la si crea necessariamente solo spendendo tanti soldi, senza dare una sensazione di gruppo, e senza legare in un’ orchestra tanti solisti o, tornando all’inizio di questo articolo, senza amalgamare ingredienti che da soli sono squisiti.
Onore al Bayern per questo successo.

Articolo di Kaiserniky
A Cura del Gruppo Giornalistico di ScudettoWeb

Uscire dall’Europa e voltare (o non voltare) pagina

Fuori La Juventus. Fuori il Napoli.
Alla fine a proseguire il percorso in Champions è l’Atalanta che nei prossimi giorni sfiderà il PSG nei quarti di Champions League.
I bianconeri pagano la sconfitta dell’andata ed il 2 a 1 non è sufficiente. I partenopei invece, pagano dazio contro il Barcellona di Leo Messi, in una delle sue tante serate positive.
Certamente fa rumore il mancato passaggio del turno dei bianconeri, altrettanto dovrebbe fare la batosta subita dal Napoli.
Ora, che l’Italia si divida in Juventini e anti-Juventini è una cosa assodata da anni.
Lo sfottò ci sta soprattutto nei confronti di chi da quasi un decennio sta facendo incetta di scudetti, ma con il senno di poi, l’eliminazione della Juventus non dovrebbe stupire.
Il Lione magari non è una delle squadre favorite per la vittoria finale, ma la squadra di Sarri per quanto tecnicamente, ed individualmente forte, dal rientro in campo post-covid è apparsa più volte una squadra diversa, non solo senza un bel gioco, ma soprattutto più umana e battibile, con una difesa troppo spesso ballerina.
Sul fronte Napoletano forse l’eliminazione della squadra partenopea non ha destato lo stesso clamore che ha destato la sconfitta bianconera, ma se andiamo a vedere i risultati, chi forse aveva più possibilità di giocarsi la qualificazione era proprio la squadra di Gattuso che all’andata aveva pareggiato e aveva ingabbiato la squadra blaugrana e spesso in questa stagione ha dimostrato di avere grinta ma anche un buon gioco.
Certo, ieri Messi era in gran forma, ma forse anche gli azzurri hanno da recriminare.
Una Coppa Italia, così come uno scudetto, non rende una squadra imbattibile, e forse sia i bianconeri che gli azzurri hanno pagato questo scotto.
La Juventus nelle ultime ore ha annunciato l’esonero di Sarri e ufficializzato Pirlo come nuovo allenatore.
Dire che a questo punto si aprono scenari inimmaginabili, sia per il calcio giocato, che per la società, che per il mercato, non è affatto banale.
Parliamo di un allenatore che da calciatore ha fatto la storia del nostro calcio moderno ma che è al debutto sulla panchina.
Parliamo di una squadra che deve rinnovarsi, sia nel gioco che nei giocatori ma per farlo ha poco tempo, se a settembre si ricomincia.
Interessante sarà capire come evolverà la situazione in casa Juve, ma anche vedere come reagiranno le concorrenti.
Ed il Napoli, altra eliminata di lusso, cosà farà? Cambierà allenatore? Rinnoverà i giocatori? Cambierà qualcosa internamente? Al momento non è dato sapere, ma è anche vero che la situazione interna forse era meno esplosiva.
Alla fine chi se la ride, per ora, è l’Atalanta di Gasperini, autrice di uno splendido campionato e che in coppa, intanto, è arrivata più avanti delle rivali nazionali.
Per quanto anomala sia stata la stagione per quel poco che ancora rimane ci sarà da divertirsi.

Articolo di Kaiserniky
A Cura del Gruppo Giornalistico di ScudettoWeb

9 di fila!

Juventus Campione d’Italia per la 36^volta (o 38^, a seconda dei punti di vista).
Sembrava una cosa scontata alla vigilia del campionato, ma rispetto agli anni scorsi la concorrenza è stata forse più agguerrita, con Lazio, Inter e Atalanta e riscuotere consensi e risultati. Certo, il lockdown causato dal Covid-19 ci ha messo del suo e ha ravvivato quella corsa che a marzo sembrava fosse una cosa a due tra Juventus e Lazio.
Sicuramente i mesi di stop hanno inciso sui valori in campo, dando un aspetto più umano alla squadra bianconera che fino a marzo poteva sembrare di un altro livello, ma alla fine la fatica, la costanza, l’abitudine e la voglia di vincere hanno consegnato il nono scudetto consecutivo alla formazione allenata da Sarri, sicuramente non priva di giocatori di qualità e di forza.
Manca ancora qualche giornata alla fine e non tutto è ancora deciso: chi giocherà i preliminari di Champions, chi si contenderà l’Europa League e chi farà compagnia a Spal e Brescia già retrocesse in serie B.
Caldo, non solo per le temperature, sarà poi il mese di agosto, che vedrà le italiane superstiti scendere in campo per le Coppe europee. Anche lì, probabilmente, assisteremo a risultati per nulla scontati vista la situazione pandemica generale.
Stiamo a vedere cosa succederà, la sensazione è che in questa stagione anomala possa ancora capitare di tutto e probabilmente le ripercussioni si sentiranno anche sulla prossima stagione.
Al momento possiamo solo constatare che in Italia, nel bene o nel male, da quasi un decennio è padrona e protagonista una sola squadra, ma la sensazione è che la distanza con le inseguitrici quest’anno si sia ridotta, per risultati e statistiche ma anche per qualità del gioco espresso.
Onore alla Juventus per l’ennesimo successo ed in bocca al lupo e buon lavoro alle altre squadre.

Articolo di Kaiserniky
A Cura del Gruppo Giornalistico di ScudettoWeb

La follia di un’annata anomala

E’un eterna corsa. Passato il lockdown, e ripartito il campionato, non c’è più un attimo di tregua.
Si gioca praticamente ogni giorno, non c’è un attimo di respiro ed i valori che a gennaio sembravano solidi si sono mischiati in maniera confusa e a tratti caotica.
Sembra un altro campionato. Probabilmente è stata la sosta a generare tutto ciò, ma forse incide anche la mancanza di pubblico sugli spalti a rendere questa stagione più incerta e affascinante.
La Juventus a gennaio sembrava la dominatrice indiscussa del campionato, a contendergli lo scudetto c’era la Lazio.
Ora, la Juve sembra più fragile, meno impetuosa e dominatrice. La Lazio ha perso la sua continuità e sul piano del gioco è forse meno convincente.
Ma non solo.
Il Milan degli ultimi tempi sta sfornando prestazioni vincenti e convincenti. L’Inter rilanciata in scia dei bianconeri commette ancora della pazzie, perde o pareggia partite dominate, vince a volte di potenza a volte in maniera rocambolesca ma è sempre lì a combattere.
L’Atalanta continua a essere una delle poche certezze. La Dea continua a vincere e convincere proseguendo il percorso iniziato da un paio di stagioni con Gasperini in panchina.
E’ un campionato anomalo. Mai dare nulla per scontato.
Dal punto di vista dei fantaallenatori, probabilmente è tutto ancora più difficile: partite ogni giorno, maggiore possibilità di infortuni, maggiore numero di sostituzioni…Difficile indovinare chi scenderà in campo, considerati anche eventuali turn-over.
E’ il fantacalcio bellezza!

Ma non è solo il mondo pallonaro ad essere imprevedibile.
Guardiamo cosa è successo con i motori.
Formula 1, doppio GP in Austria. Ferrari (o meglio Leclerc) spettacolare nella prima gara, disastroso nella seconda. Scuderie che l’anno scorso lottavano nelle retrovie ora sembrano rinate (vedi Mc Laren, Vedi Racing Poing).
Particolar,e anche a causa delle condizioni del tempo, la gara in Ungheria.
L’unica costante è la Mercedes con Lews Hamilton e Bottas che non perde un colpo e da dimostrazione di qualità, forza e affidabilità.
Ma c’è anche il mondo delle due ruote, e lì nella prima gara della MotoGP non sono mancante le sorprese.
Quartararo in pole position, vincitore poi della gara. Marquez che in gara, dopo poco si mette in testa e forzare il ritmo. Errore di Marquez che salva la situazione, ma si trova nelle retrovie e compie una rimonta da capolavoro fino alla seconda posizione. Poi, un attimo di blackout e l’errore dietro l’angolo lo manda nella sabbia. Un omero fratturato che sarà operato nei prossimi giorni (in bocca al lupo al pilota spagnolo) e all’improvviso un campionato già anomalo di suo rischia di perdere uno dei protagonisti annunciati, lasciando spazio ai comuni mortali.

Diciamo che questo periodo, sportivamente parlando, non ci sta affatto annoiando, però probabilmente il 2020 lo ricorderemo come un anno bisestile con un epidemia in corso che ha cambiato la vita di tutti e che ha cambiato molto anche dello sport che eravamo abituati a vedere. Lasciando spazio ad outsider che alla vigilia non erano affatto tra i favoriti dei pronostici.
Cosa vedremo da qui in avanti? Del doman non v’è certezza (cit).

Articolo di Kaiserniky
A Cura del Gruppo Giornalistico di ScudettoWeb