Azzurro limpido verso Euro 2020

Per l’Italia di Mister Mancini il percorso ad Euro 2020 doveva essere agevole e facile, viste le squadre nel girone. Alla porta, però, c’erano parecchie insidie: il tasso tecnico degli azzurri (forse non eccelso rispetto a quello di una decina di anni fa), l’aspetto psicologico (squadre piccole o non di primissimo rango, spesso possono essere sottovalutate), ma soprattutto Mancini doveva ricostruire dalle ceneri una nazionale allo sbando dopo la mancata qualificazione ai mondiali 2018.
Mancini è riuscito a far approdare gli azzurri ad Euro 2020. 7 vittorie in 7 partite di qualificazione (più un’amichevole) e nazionale che torna nell’Europa che conta con tre turni di anticipo.
Decisiva la vittoria per 2 a 0 contro la Grecia di ieri sera.
Certo, magari la qualità del gioco espresso nelle ultime partite non è stata eccezionale, ma la svogliatezza che storicamente gli azzurri mettono in campo quando giocano contro squadre meno blasonate,con Mancini sembra un problema del passato.
Non è una nazionale di fenomeni, non è una nazionale di fuori classe, ma per adesso ha dimostrato sacrificio, cuore, voglia di rimettersi in discussione e tornare tra le nazionali che contano.
Ora ci saranno tre partite che potranno essere utilizzate per meglio rodare i meccanismi di gioco e magari trovare ulteriore affiatamento tra i reparti. Non si è ancora vinto nulla, ma almeno questa volta ed Euro 2020 l’Italia ci sarà.

Articolo di Kaiserniky
A Cura del Gruppo Giornalistico di ScudettoWeb

Buon campionato a tutti!!!

Ci siamo: pronti, via!
Passata forse una delle estati più torride degli ultimi anni, ci apprestiamo a vedere iniziare il campionato 2019/2020.
In quello conclusosi non sono mancate le sorprese, gli astri nascenti e le clamorose delusioni, anche cocenti.
Abbiamo lasciato una Juventus padrona in Italia, che però, nonostante CR7, è uscita dalla Champions forse prematuramente. Abbiamo lasciato un Inter in pieno riassetto interno con il clamoroso caso “Icardi” e abbiamo lasciato una Fiorentina vittima più di se stessa che dei propri avversari.
Hanno lasciato il massimo campionato, per tornare in serie B, squadre che negli ultimi hanno fatto sognare i propri tifosi: Empoli, Frosinone ed il “sogno Chievo”.
Questa estate ne abbiamo viste di cotte e di crude: allenatori vincenti che tornano in Italia per allenare le squadre che una volta disprezzavano o comunque consideravano come “nemiche” (pensiamo a Conte e Sarri), cambi societari che dovrebbero far tornare la passione ai propri tifosi (vedasi Fiorentina), “gialli dell’estate” degni delle peggiori telenovele sudamericane (caso Inter-Juventus-Napoli per Icardi, ma anche il caso Juventus-Dybala), clamorosi ritorni (Balotelli al Brescia, Buffon alla Juventus), e clamorosi arrivi (Ribery alla Fiorentina e Lukaku all’Inter). Insomma, questa estate non ci si è affatto annoiati e il calciomercato in queste ore deve ancora finire, quindi potrebbero esserci ulteriori colpi di scena.
Le aspettative alla vigilia sono quelle di vedere un campionato più competitivo. Per quanto forte e ricca sia la rosa dei Campioni d’Italia in carica, Inter e Napoli sembrano essersi rafforzate e molto. Incognite saranno il Milan con un allenatore che valorizza molto il gioco, le romane sempre ostiche outsider e la Fiorentina che con una nuova dirigenza potrebbe far vedere belle cose.
Speriamo che le attese non vengano deluse e che il nostro bel calcio dica la sua anche in Europa, magari sulla scia di quanto di bello fatto vedere dalla nazionale femminile durante i mondiali di Francia.
Tutte unite per una maglia, per un obiettivo, per un sogno.
Così dovrebbe essere il calcio e lo sport. Cosi purtroppo da molti anni, non sembra essere la serie A.
Che sia l’anno giusto? Speriamo!
Buon campionato a tutti 🙂

Articolo di Kaiserniky
A Cura del Gruppo Giornalistico di ScudettoWeb

Il riscatto rosso


Liverpool Campione d'Europa
(Foto: Repubblica.it)

Dall’inferno al paradiso.
Era il 26 maggio 2018 ed Liverpool veniva sconfitto in maniera tragicomica dal Real Madrid.
Dopo appena dodici mesi è giunto il riscatto per i Reds. Sesta Champions League.
Una partita non spettacolare che dopo appena 25 secondi sembrava già scritta. Fallo di mano in area di rigore e Salah dal dischetto non sbaglia. Questa volta nessun infortunio per l’egiziano che si dimostra, ad ulteriore conferma semmai ce ne fosse bisogno, la punta di diamante dell’attacco rosso.
Poi le squadre ci provano, pensano più alla concretezza che al bel gioco. Il Tottenham ci prova con il cuore dimostrando grande carattere, ma non basta ed anzi a pochi minuti dal termine arriva il raddoppio del Liverpool che gli consente di alzare per la sesta volta la Coppa dalle grandi orecchie.
Un successo meritato, per nulla scontato alla vigilia della manifestazione.
Molte sono state le vittime illustri di questo torneo pensiamo a Real Madrid, Barcellona, Bayern Monaco, Paris Saint Germain…una carneficina che alla fine ha premiato chi è stato più costante sia come qualità di gioco che come concretezza di risultati.
Spiace per la Juvenuts.
Con l’acquisto di Cristiano Ronaldo, il 2019 doveva essere l’anno fatidico per un assalto all’ambito trofeo europeo. E anche quest’anno sarà per l’anno prossimo.
Spiace per il Napoli che anche quest’anno ha lasciato la manifestazione europea anzitempo.
Certo è che nelle finali di Europa League e Champions League ad arrivare in fondo sono state le squadre inglesi con buona pace di quelli che hanno votato a favore della Brexit.
Purtroppo il nostro calcio sta vivendo anni non facili.
Dopo essere sprofondati con l’ormai mancata qualificazione ai mondiali di Russia 2018, forse qualcosina si sta muovendo e nuove leve stanno crescendo, pensiamo ai vari Zaniolo, Chiesa, Kean, Cutrone, Mandragora, Perin. Sono tanti i giovani sotto il mirino delle grandi squadre ed è forse da loro che bisogna ripartire per far risorgere il nostro calcio.
Un po’ come hanno fatto i Reds ieri sera, un po’ come hanno fatto i Reds nella loro storia.

Articolo di Kaiserniky
A Cura del Gruppo Giornalistico di ScudettoWeb

Buon 2019!

E così anche il 2018 si è concluso.
Un anno nel quale il mondo calcistico ne ha vissute di tutti i colori: la scomparsa di Astori, l’ennesimo scudetto della Juventus, il lento ed auspicato risorgere della Nazionale, ma senza dimenticare il rinnovamento delle milanesi
Al momento a tenere testa ai bianconeri sembrano esserci solo Napoli e Inter, che comunque sembrano rimanere “sulla carta” sfavorite per la vittoria finale rispetto ai bianconeri.
Difficile fare previsioni adesso su come sarà la seconda metà della stagione, ciò che pare scontato è che rispetto agli ultimi anni sarà un campionato più combattuto, soprattutto per la corsa all’Europa e alla salvezza.
Stiamo a vedere cosa succederà, ma i presupposti per un 2019 ricco di colpi di scena e sorprese positive ci sono tutti.

Inizia l’anno nuovo, e le aspettative per il 2019 sono alte per tutti: giocatori, allenatori, società, tifosi, ma anche fantaallenatori, manager e forumisti scudettiani di vecchia data.
Purtroppo son siamo in grado di dirvi, al momento, se e quando ScudettoWeb tornerà, ma la speranza che il 2019 ci riporti il nostro leggendario SW, c’è sempre.
Forse siamo ingenui, forse poveri illusi, ma ciò che ci fa nutrire fiducia è che la vecchia e storica community è tutt’altro che assente e non attende altro.
Rimane sulla porta ad attendere fiduciosa pronta a tornare all’assalto qualora ScudettoWeb dovesse tornare operativo.
Legami solidi (si vedano gli annuali raduni) come quelli che si sono creati nel corso degli anni della storia scudettiana sono tutt’altro che svaniti.
Lasciateci quindi sperare che almeno questo piccolo desiderio possa realizzarsi nell’anno nuovo.


Buon 2019 a tutti!

Articolo di Kaiserniky
A Cura del Gruppo Giornalistico di ScudettoWeb

Arrivare secondi ma essere primi

Ci avevamo sperato fino all’ultimo ma il sogno si è infranto sul più bello ad un passo dal traguardo.
Purtroppo la nazionale femminile di volley non è riuscita a portare a casa quell’oro del campionato del mondo che manca dal 2002.
C’è da dire che a testa china e comunque consapevoli delle proprie forze, le ragazze sono riuscite ad arrivare ad una finale che alla vigilia del torneo sembrava un obiettivo utopistico.
C’è anche da dire che mano a mano che disputavano partite le nostre pallavoliste hanno dimostrato grinta, caparbietà, un grande spirito di squadra e partita dopo partita consolidavano la loro consapevolezza nei propri mezzi.
Ci hanno fatto sognare. Ci hanno fatto sperare.
Con loro abbiamo esultato ad ogni punto conquistato, ad ogni set vinto. Ma alla fine la grande vittoria non è arrivata.
A dire il vero questo argento vale oro e può essere un buon punto di partenza.
Le ragazze sono giovani e ci sono veri e propri talenti nel gruppo.
Il secondo posto di questo torneo non è un punto di arrivo, ma sarà probabilmente il punto da cui dovrà ripartire questa generazione. Una generazione, o un movimento (quello pallavolistico) che troppo spesso vive nell’ombra, probabilmente perchè il denaro che circola intorno a questo sport è nettamente minore rispetto al mondo calcistico.
Forse è vero, calcio e pallavolo sono sport completamente diversi: come gesti tecnici, ma anche come risonanza, come business. Ma ciò che li unisce, come ogni sport, è la passione che viene messa in campo da chi li pratica sin dalla tenera età.
Nel calcio spesso l’aspetto venale prevale troppe volte, sopratutto a certi livelli, su quella che è la valenza sociale e culturale. Lo sport dovrebbe unire, insegnare certi valori quali la lealtà, la sportività, lo spirito di aggregazione, la voglia di migliorarsi sempre, il lavorare sodo per raggiungere certi risultati. Ma spesso il dio denaro offusca ed inquina i sani valori.
Non è un concetto nuovo, ma chi vi scrive è convinto che con meno denaro in circolo probabilmente anche il calcio e le nuove generazioni recupererebbero quei principi che negli ultimi anni si stanno perdendo (e recuperando tali valori probabilmente assisteremmo alla nascita di nuovi talenti italici).
Principi che forse non hanno mai persi quelli che vengono considerati “sport minori”.
Chi pratica questi sport, infatti, con meno denaro, lavora per passione, con cuore e determinazione e a volte risultati importati vengono raggiunti, altre volte sfiorati, dimostrando nell’arco di un intero torneo il proprio assoluto valore.
Di questo bisogna assolutamente ringraziare le nostre azzurre. Di questo dovrebbero prendere atto gli sportivi ben più pagati che spesso e volentieri si comportano da “prime donne”.
Saremo banali, ma il denaro non è tutto nella vita. E’ vero che aiuta, ma spesso nello sport può essere causa di rovina.
Serbia-Italia può essere un punto di partenza per il nuovo ciclo della nazionale azzurra di volley, ma dovrebbe essere anche punto di partenza per molti altri sportivi che dovrebbero riflettere su quello che fanno, su come lo fanno e sul perchè lo fanno. Le ragazze dovrebbero essere un esempio e quello che hanno fatto in Giappone dovrebbe essere un invito a ritrovare quei valori e quei principi che il mondo sportivo attuale (a certi livelli) troppo spesso perde.
Grazie ragazze, grazie azzurre. Siete arrivate seconde nel torneo, ma prime come sportive

Articolo di Kaiserniky
A Cura del Gruppo Giornalistico di ScudettoWeb