Un derby tra gioie e dolori

Da sempre i derby, sono le partite più sentite dai tifosi e dai giocatori, da sempre sono anche le più imprevedibili, fanno storia a sè.
In queste partite può succedere di tutto.
Non fa quindi troppo clamore la vittoria dell’Inter sul Milan per 1 a 0. Proviamo ad esaminare meglio la situazione:
Alla vigilia l’Inter veniva da una serie di vittorie consecutive utili a recuperare posizioni, dopo l’avvio disastroso della stagione.
Una sconfitta sarebbe potuto essere un naturale stop, dopo una rimonta fino a qualche tempo fa improbabile. Un pareggio invece, avrebbe permesso ai nerazzurri di non perdere troppo terreno dalle squadre davanti. La vittoria invece, avrebbe fornito ulteriore buon umore e fiducia nei propri mezzi alla squadra ed ai tifosi.
Per il Milan sostanzialmente cambiava poco o nulla. A parte l’orgoglio ferito in caso di possibile sconfitta, la squadra sarebbe comunque rimasta nelle prime posizioni, il pareggio o la vittoria avrebbero invece portato punti preziosi consentendo di aumentare (o mantenere) il vantaggio sugli inseguitori.
Dopo i 90minuti di gioco, invece le sensazioni sono leggermente diverse.
Il Milan ha perso, di misura, per un errore di un giocatore (Abate) che finora ha sempre avuto un buon rendimento, costante e utile a tutta la squadra. Un errore del singolo che può capitare, purtroppo questa volta si è rivelato decisivo ai fini del risultato.
Opaca invece è sembrata la prestazione di tutta la squadra, con alcuni attesi protagonisti autori di una prestazione impalpabile, forse per le voci di mercato (vedi Pato), o forse perchè campioni incompleti (Ibra, non è la prima volta che nelle partite contro rivali importanti viene a mancare).
L’Inter dal canto suo, si è rivelata cinica, sfruttando l’errore più grosso del Milan, ritrovando una solidità difensiva che sembrava smarrita.
Ci permettiamo qualche piccola nota a margine: va bene esultare per la vittoria in una partita così sentita come un derby ma diciamolo chiaramente: anche se era partita male, nessuno credeva che l’Inter potesse rischiare la retrocessione quest’anno, così come forse ora è ancora prematuro parlare di scudetto visto il distacco dai primi e visto che comunque da qui alla fine del campionato prima o poi qualche partita storta capiterà pure ai nerazzurri (con 20 giornate alla fine non si può pensare di vincerle tutte), ed è da considerare anche l’inserimento nelle prime posizioni di squadre outsider come Lazio, Udinese e Napoli che potrebbero decidere le sorti dei nerazzurri..


Derby a parte steccano anche la Juventus, che pareggia con qualche polemica arbitrale e l’Udinese che concede tre punti al Genoa utili ai grifoni per tornare a respirare. Si ritrova invece la Lazio dopo la débâcle, della scorsa giornata che quindi tiene il passo delle prime, sgranocchiando qualche punticino prezioso.
Positivo l’esordio di Donadoni sulla panchina del Parma, e sontuosa la prestazione di Mutu in quel di Cesena.
Da segnalare anche la partita tendenzialmente noiosa tra Chievo e Palermo, dove i clivensi riescono a spuntarla per un guizzo di Sammarco.
Boccone amaro per la Fiorentina che perde in casa contro il Lecce e viene contestata dai suoi tifosi.
Dolce o amara, a seconda delle tifoseria, la sospensione dell’anticipo (per nubifragio) tra Catania e Roma..


Nel complesso un campionato che probabilmente si deciderà sul filo di lana (se si andrà avanti così) dove non sempre i più forti “sulla carta”, saranno anche quelli migliori sul campo.
Di sicuro i tifosi, a prescindere dal colore di appartenenza, avranno tempo e modi per togliersi degli sfizi.

 
Articolo di Kaiserniky
A Cura del Gruppo Giornalistico di ScudettoWeb

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