Un’ investitura troppo pesante

Quando iniziò il suo mandato, Roberto Donadoni aveva in mente un’Italia differente da quella che ora andrà ad incontrare Ucraina e Georgia. Aveva in mente volti nuovi, facce giovani; si provò sin da subito con Marchionni, Semioli, Di Michele, Pasqual, ma soprattutto si puntò il dito su Antonio Cassano, affidandogli la Nazionale sulle spalle.
Il genietto di Bari Vecchia sembra però non avere la caratura per affrontare un incarico del genere. Non ha inciso nelle due sfide in cui è stato chiamato in causa da Donadoni e da allora Don Fabio gli preferisce regolarmente qualcun altro nel Real Madrid.
Il faro della nuova nazionale è stato lasciato a Madrid. C’è chi dice che non è in forma, chi che gli si è voluta evitare la passerella all’Olimpico. Ma se una squadra si riconosce dai suoi leader questa Italia promette proprio poco dal punto di vista della personalità. La realtà è che questo ormai venticinquenne non ha ancora inciso, in qualunque posto esso sia andato.
Qualche numero di tacco o qualche prestazione sopra la media non possono giustificare, ne compensare tutti i fastidi che ha invece portato negli spogliatoi e negli ambienti dove ha militato. E forse è questo il vero motivo per il quale quest’Italia non ha bisogno momentaneamente di lui.

Articolo di Zanetti Capitano
A cura del Gruppo Giornalistico di ScudettoWeb

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