Vittoria Madridista. Un’ occasione persa non solo per la Juventus


Real Madrid Campione d'Europa
(Foto: Repubblica.it)

Real Madrid Campione d’Europa è questo il verdetto di Cardiff.
La squadra di Zinedine Zidane porta a casa la seconda Champions League Consecutiva, la 12^ totale.
Il risultato è netto, 4 a 1 per i Blancos e simboleggia, più che l’andazzo dei 90 minuti, l’andazzo del secondo tempo.
La Juventus, infatti, aveva ben retto nella prima metà di gara, riequilibrando la partita con un meraviglioso gol di Mandzukic, dopo il temporaneo vantaggio di Cristiano Ronaldo. Un buon primo tempo, equilibrato dove non sono mancate le occasioni per entrambe le compagini.
Ma è nei secondi 45 minuti che i bianconeri hanno vissuto il dramma sportivo.
I gol di Casemiro al 61° ed un altro di Cristiano Ronaldo al 67° hanno di fatto tagliato le gambe ai bianconeri.
E’ inutile aggrapparsi all’espulsione del tutto ingiustificata di Cuadrdado (anche se sull’atteggiamento di Sergio Ramos ci sarebbe da aprire un altro capitolo). Ormai la sfida era persa ed il quarto gol di Asensio è parso perfino irriverente.
La sensazione è che alla Juventus sia mancato il “cambio di marcia”, quel guizzo tecnico o tattico che avrebbe potuto permettere ai bianconeri di reggere più a lungo alle incursioni avversarie.
Segnali di allarme sono giunti da quello che è sempre stato, in questi ultimi anni, il punto di forza dei bianconeri ossia la difesa. E’ vero che il Real Madrid è una compagine ricca di talenti, ma la difesa juventina che aveva ben retto in tutta la Champions, anche e sopratutto contro il Barcellona, in finale ha barcollato troppo e ha ceduto.
Sia ben chiaro, la vittoria del Real Madrid è una vittoria meritata e non si discute. I Blancos, lo si sapeva, sono una grandissima squadra, ma quella che si è vista, sopratutto nel secondo tempo, non era la vera Juventus, quella che nel corso dell’intera stagione (e non solo in campionato) ha fatto vedere ottime cose.

La serata di Cardiff, però, non è stata un’occasione mancata solo per i bianconeri.
Da sempre ci si lamenta di molti aspetti del calcio moderno: il troppo denaro che circonda questo mondo, la violenza negli stadi, gli stadi non perfetti, e, sporadicamente, la poca sportività dei calciatori o dei tifosi.
Spesso il calcio viene accostato al rugby per evidenziare quelle differenze che sussistono tra le tifoserie dei due sport ed il rugby ne esce sempre vincitore.
Forse è una delle patologie del calcio o forse, semplicemente, manca cultura sportiva nel nostro Paese, ma vedere che mezza Italia tifava Real Madrid, è l’emblema di come si ragiona in Italia.
Chi la pensa diversamente (tifo, religione, orientamento sessuale o politico etc…) va deriso o denigrato.
Non si prova mai a considerare il punto di vista altrui, non si prova mai ad avere rispetto dell’avversario (Ripensando a Real Madrid-Juventus di qualche anno fa, crediamo, francamente che una standing ovation come quella riservata al Santiago Barnabeu ad Alessandro Del Piero, non potrebbe mai capitare in Italia).
Nello sport italiano, o meglio, nel calcio del nostro Paese, anzichè lottare contro se stessi per continuare ad evolversi e migliorarsi, si preferisce assistere e “sperare”. Ma non “sperare di essere all’altezza della situazione” o “sperare di essere migliorati”, no, sarebbe probabilmente troppo. Si preferisce “sperare” che l’avversario faccia un passo falso o non sia all’altezza.
E così, tutti quelli che sperano alla fine sono gli stessi che da anni non vincono. Ossia, quelli che sull’onda dei fasti dei tempi che furono hanno intrapreso un lento declino o quelli che, pur competitivi, preferiscono ogni volta trovare alibi non riuscendo mai a fare il salto di qualità.
La Juventus, è vero, ha perso questa finale di Champions (l’ennesima della sua storia) ma da anni lotta per migliorare e migliorarsi. Nessuna delle altre squadre italiane ha dimostrato in questi anni di avere idee chiare ed un progetto ambizioso.
Da anni i bianconeri si stanno dimostrando i più forti in Italia e le concorrenti non riescono a stare “al passo” ed anzichè migliorarsi preferiscono vivere di ricordi sperando che la cattiva sorte possa colpire i rivali. Senza contare che le avversarie dei bianconeri nel campionato italiano, non hanno certamente fatto di meglio in ambito europeo, in questi anni, anzi c’è anche chi in Europa stenta perfino ad arrivarci.
Forse è questo il problema della Juventus: chi vince troppo sta sulle “scatole”. Ma se gli avversari non migliorano per demeriti propri, la Juventus continuerà a vincere.
Forse gli avversari dovrebbero capire che anzichè “guardare al proprio orticello” i bianconeri (o più in generale i rivali) potrebbero essere fonte d’ispirazione.
Ma siamo in Italia e forse pretendere questo cambio di mentalità è francamente chiedere troppo e di sicuro non è immediato.

Il Real Madrid ha vinto meritatamente e si è dimostrato grandissimo.
La Juventus ha dimostrato di poter lottare ad armi pari, ma non è ancora pronta per salire sul trono d’Europa.
I tifosi e le altre società italiche hanno perso una buona occasione per dimostrare che anche questo Paese, al di là di tifoserie e campanilismi, sa riconoscere i valori ed i meriti altrui.


Articolo di Kaiserniky
A Cura del Gruppo Giornalistico di ScudettoWeb

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