Minestre e Bolliti

Ed eccoci tornati al campionato di Eupalla. Reduci da un trionfale turno di coppe con tutte le squadre vincenti eccezion fatta per gli aquilotti, ci siamo ributtati nel nostro normale campionatino. I lupacchiotti hanno provato l’emozione della vittoria sui campioni ambrosiani, ma si sono accorti che se non volevano soccombere come delle incudini, meglio facevano a farli pareggiare vista la foga forgiativa che i fabbri milanesi stavano mettendo in campo. E menomale che il numberone parla di tattica e di cuore, perché se si desse alle acciaierie il suo stipendio equivarrebbe al PIL di uno stato di piccole dimensioni. I gobbi si abbuffano a Bergamo e i diavoli giocano con gli aquilotti invero piuttosto spelacchiati, riuscendo anche a fare una discreta partita. Il resto tolto lo schiaffo gigliato in terra friulana è normale amministrazione. In questo periodo di crisi mondiale Eupalla partecipa volentieri alla festa della ripresa economica offrendo invero uno spettacolo per una volta divertente e decoroso. Non che ci volesse molto, basta solo logorare un po’ le squadre per farle giocare un po’ meno tatticamente, qualche errore in più, qualche malizia in meno ed ecco delle partite godibili. Certo, a Cagliari e a Milano si è visto più il maglio del fioretto, ma questo tutto sommato non ha sfigurato. D’altronde come dicevo prima, la crisi economica ha portato ad un’incredibile performance della nostra economia che si è rivelata con l’indice più alto di ogni stato europeo. La nostra crescita è travolgente e ci fa emergere tra le nazioni più evolute del pianeta. Peccato che l’indice rileva l’incremento percentuale, e partendo noi da una cifra infima, il quasi zero prodotto ci porta a questo risultato, mentre chi meglio di noi stà da tempo, aumenta la ricchezza in percentuale inferiore della nostra, ma con qualche zero reale in più. Tutto fumo insomma, e anche un po’ rado a dirla tutta, ma tant’è. Eupalla si adegua come sempre e riesce con umiltà e professionalità a creare un bello spettacolo con le briciole che gli altri paesi più ricchi e importanti, ci hanno lasciato. Non montiamoci la testa perché a ben osservare chi ora come ora comanda in campionato è sempre la solita zuppa, meno condita, piuttosto insipida, con qualche frammento vegetale che galleggia qua e la con qualche bollito.

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Articolo di SCA–TTANTE
A Cura del Gruppo Giornalistico di ScudettoWeb

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