La sana economia italiana

Ormai è chiaro. L’Italia ha deciso il suo nuovo piano quinquennale di sviluppo. Oddio, in realtà ci sta lavorando da anni. E non è nemmeno stata una cosa facile. Prima di tutto si è dovuto creare un terreno fertile per fare in modo che le produzioni potessero attecchire bene. Poi si è provveduto a estirpare le erbacce cattive per fare in modo che i virgulti potessero crescere senza fatica. Ci sono state difficoltà e non sempre tutto è filato liscio. Il terreno da preparare comprendeva milioni di ettari quadrati ed è facile immaginare che gestire un’area così vasta e tra l’altro già satura di altre culture (perlopiù allo sbando, ma ferocemente radicate), ha richiesto tempo e tantissimo denaro. La stessa economia delle altre produzioni ha subito per questo sforzo, ma rimboccandosi le maniche si è riusciti a superare questo che era il maggiore ostacolo. Poi si sono usate anche biotecnologie non invasive. L’esempio delle coccinelle che attaccano gli acari delle mele è calzante. Invece di distruggere con pesticidi il nemico, ci si allea con chi in natura già è nemico e lo si lascia libero di agire per ottenere lo stesso risultato con minore spesa e minore fatica. Insomma tanto si è lavorato ma adesso finalmente si vedono i risultati sempre più forti e in grado di camminare sulle proprie gambe senza bisogno di iniettare nuove energie e riducendo finalmente i costi che il nostro paese non poteva più sostenere per questa crescita forzata. E così anche l’economia può rilassarsi e può riprendere a respirare. E adesso? Cosa c’è da sorprendersi adesso? Abbiamo iniziato le esportazioni e cerchiamo di avanzare sui nuovi mercati. E’ l’economia nuova e si conquista i suoi spazi di visibilità. Ci aveva già provato ma i tempi non erano maturi in quel di Bolzaneto a Genova, ma adesso in Bulgaria finalmente il nuovo prodotto può andare a caccia di nuovi spazi di visibilità ed adottare le stesse tecniche già sperimentate qui da noi. Per quel mercato però manca solo di trovare l’alleato naturale per sradicare le vecchie coltivazioni di anticorpi presenti da troppi anni in quel paese. Non sarà facile cercare la coccinella democratica per far subire all’acaro mancino le stesse cose che ormai qui in italia hanno portato a questa magnifica fioritura nera. Qui gli anticorpi sono morti, ma li sono ancora arzilli. Forse è per questo che la partita è finita zero a zero.

P.S. per approfondimenti ed articoli precedenti, e molto altro ancora sul mondo SW, potete consultare il Blog curato dal nostro amico Kaiserniky: https://scudettowebblog.altervista.org

Articolo di SCA-TTANTE
A Cura del Gruppo Giornalistico di ScudettoWeb

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